Marche in arancione, ma ospedali ancora in affanno e altre 16 vittime

ANCONA – Le Marche in arancione, ma ospedali ancora in affanno e altre 16 vittime. Sale a 2717 il tragico bilancio delle morti legate al Covid, dall’inizio dell’emergenza sanitaria nelle Marche. Per quanto riguarda le vittime delle ultime 24 ore, si tratta di persone con patologie pregresse: tra loro anche un uomo di 51 anni di Cerreto D’Esi, che si è spento al Covid Hospital di Civitanova e di una donna di 57 anni di Petritoli morta all’ospedale di Fermo. 

Crescono ancora i ricoveri di pazienti Covid negli ospedali marchigiani: sono 924, 18 in più rispetto alla giornata di ieri, al netto di 22 persone dimesse e 53 ancora in attesa di un posto letto nei pronto soccorso (15 in meno rispetto a ieri). Stabile invece la situazione più delicata, quella nei reparti di rianimazione, dove vengono assistite 141 persona, una in meno rispetto a ieri.  

Sul fronte del contagio, nel week end di Pasqua sono stati eseguiti meno tamponi e si ravvisa un’incidenza più alta di positivi. Nel percorso delle nuove diagnosi ne sono stati eseguiti 268 con il test molecolari, dai quali sono emerse 66 positività, con un rapporto positivi/testati del 24,6%. A cui si aggiungono i 13 positivi dai 49 tamponi antigenici rapidi (27%) che poi andranno testati di nuovo con il molecolare. I positivi nel percorso nuove diagnosi sono 66 (25 in provincia di Macerata, 26 in provincia di Ancona, 10 in provincia di Pesaro-Urbino, 2 in provincia di Ascoli Piceno e 3 fuori regione).Coloro che hanno sviluppato sintomi sono 24, ovvero più di uno su tre. 

Scrive il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli: “Da oggi la nostra regione torna in zona arancione, possono riaprire tante attività commerciali, e da domani i nostri ragazzi potranno finalmente tornare a scuola. Un piccolo passo avanti dopo un lungo periodo di pesanti restrizioni. Anche in questa fase raccomando a tutti la massima attenzione, perché il virus continua a girare e l’occupazione delle terapie intensive è ancora alta. Quando a novembre è partita la seconda ondata, le terapia intensive erano vuote. Quando poi a febbraio è arrivata la terza ondata, con la variante inglese, in terapia intensiva avevamo ricoverate in media 70 persone. Ma con i numeri di oggi, con circa 140 persone in terapia intensiva, dobbiamo assolutamente scongiurare una nuova ondata. Per questo faccio appello al senso di responsabilità e al lavoro di squadra. Oggi chiederemo un incontro a tutti i sindaci, tramite le conferenze di Area Vasta, e alle Prefetture, per rafforzare la strategia comune di contrasto al virus. L’obiettivo è fare il possibile per evitare di dover assumere ulteriori misure diffuse a livello provinciale o regionale. E siccome a differenza del mese di febbraio, quando non avevamo parametri di riferimento per analizzare la variante inglese, adesso possiamo comprendere il suo impatto più chiaramente, monitoreremo l’andamento della curva pandemica e, qualora necessario, interverremo anche comune per comune cercando di bloccare sul nascere eventuali focolai, per salvaguardare il più possibile sia la salute e la sicurezza dei cittadini che le attività economiche. Abbiamo un mese difficile davanti e dobbiamo tutti esserne consapevoli. Il nostro obiettivo è di arrivare bene ai mesi di maggio e giugno, considerando dall’altra parte anche l’incremento della campagna vaccinale nelle prossime settimane e sperando in future minori restrizioni dal livello centrale. Noi faremo la nostra parte ma occorre la collaborazione di tutti”.

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