Il padre spara al figlio e lo uccide: “Mi colpiva con un bastone, mi sono difeso” – VIDEO

SENIGALLIA – E’ in carcere in attesa dell’udienza di convalida dell’arresto fissata per il primo aprile Loris Pasquini, il ferroviere di 73 anni in pensione che nel tardo pomeriggio di lunedì ha freddato con un colpo di pistola il figlio Alfredo, 27 anni che viveva con il padre e la compagna di quest’ultimo, una giovane donne di origine tailandese,  in una casa in campagna, nella frazione Roncitelli di Senigallia. L’epilogo drammatico era in parte annunciato: spesso, confermano anche i vicini, carabinieri, polizia e ambulanze erano corse velocemente verso il casolare anche in passato. 

 

In un interrogatorio fiume, lunedì sera, Loris Pasquini avrebbe ammesso di aver colpito il figlio con la pistola, illegalmente detenuta. Gli era stato tolto il porto d’armi, dopo una serie di denunce sporte dalla ex moglie, madre del ragazzo, da cui era divorziato.

Secondo la versione dell’uomo, su cui ora pesa l’accusa di omicidio volontario, il figlio lo avrebbe chiamato, mentre lavorava in campo vicino casa, per far accompagnare in auto alla fermata del bus un suo amico. Al ritorno Loris Pasquini sarebbe stato aggredito dal figlio, secondo il suo racconto, con un bastone. Sarebbe intervenuta la compagna del padre per dividerli.

Poi lo sparo: il padre  avrebbe impugnato la beretta calibro 9 e sparato il colpo, ma non per ucciderlo, mirando alle gambe, dice Loris nel suo racconto. Il proiettile però ha colpito la parte alta dell’addome, come dovrà meglio chiarire l’autopsia affidata al medico legale Giorgetti. A chiamare i soccorsi, nell’immediato, è stato lo stesso ragazzo, dopo essersi chiuso in camera, dove però è morto dissanguato prima dell’arrivo dei sanitari.

Una convivenza al limite, che durava da sette anni, quella tra padre e figlio. Il ragazzo faceva uso di stupefacenti e gli inquirenti stanno verificando se avesse un’invalidità psichica, come avrebbe riferito il padre nell’interrogatorio assistito dal legale Roberto Regni. Ha descritto il difficile rapporto con il figlio, diventato insostenibile con il lockdown.

E’ immenso il dolore della madre di Alfredo, giunta in lacrime davanti al casolare nella serata di lunedì. Restano le sue grida strazianti “Quello è mio figlio, perché gli ha sparato?”. 

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