Peste, spagnola e Covid-19, se la storia si ripete – VIDEO

ANCONA –  La disinfezione dei luoghi pubblici, la scuola chiusa, così come i cinema e i teatri, la riduzione degli orari di apertura dei negozi e le accuse ai governi di essersi mossi tardi e male.  Non è il riassunto dell’ultimo anno, ma la ricostruzione delle misure adottate per fronteggiare l’influenza spagnola che dal 1918 al 1921 si diffuse, come oggi il covid19, in tutto il mondo causando 50milioni di morti e circa 500 milioni di persone infettate.

I primi casi dell’epidemia che anche in quella situazione danneggiava i tessuti polmonari provocando polmoniti, si verificarono negli Stati Uniti , ma con la partecipazione degli Usa alla prima guerra mondiale il virus si diffuse presto anche in Europa.
A differenza del covid 19 però i decessi maggiori si registrano nella fascia di età tra i 20 e i 40 anni.

Ma la gestione dell’influenza spagnola non è la sola epidemia in cui seppur a distanza di secoli si possono rintracciare comportamenti in positivo o in negativo che ancora oggi si ripetono. Come la quarantena e la ricerca del capro espiatorio già osservabili nella pesta nera che a metà del 1300 eliminò un terzo della popolazione europea.

Rispetto al passato però la gestione della pandemia da covid 19 può contare su un sistema completamente diverso, dal lavoro di coordinamento internazionale nella sorveglianza, agli sforzi per interrompere le catene di infezione, all’aumento delle capacità di prevenzione.

 

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