Covid nelle Marche: 265 positivi, ma con molti meno tamponi. Acquaroli: così non va

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Covid nelle Marche: 265 positivi, ma con molti meno tamponi.

Resta alta la percentuale di positivi sul totale di nuove diagnosi eseguite nelle Marche: sono 265 i casi rilevati nell’ultima giornata, fa sapere il Servizio Sanità della Regione Marche, su un totale di 1.832 tamponi: 833 nel percorso nuove diagnosi (di cui 131 nello screening con percorso Antigenico) e 999 nel percorso guariti (con un rapporto positivi/testati pari al 31,8%)”. Oltre la metà dei contagi registrati in provincia di Ancona (148, circa 55% del totale) dove il numero assoluto di casi sta diminuendo a livello settimanale dopo due settimane di zona rossa; seguono le province di Macerata (46) Pesaro Urbino (24), Fermo (21), Ascoli Piceno (16) e 10 fuori regione).

Nel Percorso Screening Antigenico, sui 131 test e sono stati riscontrati “12 casi positivi (da sottoporre al tampone molecolare). Il rapporto positivi/testati è al 9%”.
Tra i 265 contagiati, sulla base di tamponi molecolari, ci sono 61 persone con sintomi. I casi comprendono contatti in setting domestico (59), contatti stretti di casi positivi (73), in setting lavorativo (21), in setting assistenziale (1), screening percorso sanitario (2). Per altri 48 casi si stanno ancora effettuando le indagini epidemiologiche.

Acquaroli: così non va. “Purtroppo la curva dell’andamento dei contagi, che aveva iniziato a decrescere già da due settimane, flette molto lentamente e addirittura nella scorsa settimana, per alcune fasce di età, nonostante le scuole chiuse, continuava a crescere”. Così su facebook il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, che raccomanda di “prestare la massima attenzione, non solo perché l’andamento della settimana che sta per iniziare sarà determinante a dirci come saremo classificati dal Ministero nella settimana dopo Pasqua, ma soprattutto perché la pressione ospedaliera è molto alta e dobbiamo riuscire ad abbassarla”.

“Ad un anno dall’inizio di questo incubo – aggiunge -, sono comprensibili la stanchezza e l’esasperazione e le conseguenze sociali ed economiche di queste restrizioni, ma la salute resta assolutamente l’obiettivo prioritario che dobbiamo perseguire”.

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