Evasione da 23 milioni di euro, 68 denunce, 5 fabbriche sequestrate – VIDEO

ANCONA – Aprivano attività specializzate nel confezionamento di maglieria e capi di abbigliamento, anche griffati, programmate per essere chiuse dopo due o tre anni senza pagare allo stato neanche un centesimo delle imposte dirette, dell’I.V.A. nonché dei contributi fiscali e assicurativi dovuti. È la frode fiscale da 23milioni di euro scoperta dalla Guardia di finanza di Senigallia, messa in atto da 68 persone di origini cinesi, che  negli ultimi 5 anni hanno gestito 57 imprese tra i territori di Senigallia, Trecastelli, Ostra e Mondolfo.

Le attività che lavoravano come terzisti per conto di imprenditori di tutta Italia venivano appositamente fatte cessare, solo in via formale, riaprivano poi grazie al preordinato utilizzo dei medesimi capannoni, ma anche della stessa manodopera in uno scambio di ruoli tra titolari e dipendenti che permettesse di non adempiere agli obblighi contributivi.

L’operazione delle fiamme gialle iniziata nel 2016 ha portato a  15 procedimenti penali,  Due hanno già sentenze passate in giudicato. Nell’arco dell’operazione sono anche stati scoperti 23 lavoratori in nero che vivevano nelle fabbriche, poi sequestrate, e in condizioni igieniche precarie.

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