I calciatori di Eccellenza: “chiediamo di sapere che ne sarà del nostro futuro”

ANCONA – Conoscere il proprio destino, ripartire in sicurezza, far sentire la propria voce finora inascoltata. I capitani delle 18 società dell’Eccellenza marchigiana hanno deciso così di scrivere una lettera aperta, sottoscritta all’unanimità, al neo presidente del Comitato Regionale della Figc Marche Ivo Panichi.

Ecco il testo integrale:

“Dopo l’ ennesimo decreto che ci lascia nuovamente senza certezze, noi calciatori del campionato di Eccellenza marchigiano vorremmo finalmente dire la nostra. Dopo mesi trascorsi nel silenzio, in cui ci siamo limitati ad osservare quel che succedeva a livello regionale e nazionale, attenendoci alle regole e rispettando qualsiasi decisione, oggi chiediamo con forza di essere ascoltati. Siamo perfettamente a conoscenza delle difficoltà che la pandemia di covid-19 sta causando e del momento critico che sta attraversando il nostro paese ma l’ intero mondo dilettantistico, come ogni altro settore, deve lavorare per poter ripartire. Da troppo tempo non possiamo più fare quello che amiamo e siamo profondamente convinti che con un protocollo serio e adeguato si possa riprendere l’attività, così che fin dai prossimi giorni si possa tornare a svolgere gli allenamenti, con tutte le dovute accortezze e precauzioni. Per chi ha investito tempo e denaro per mettere in sicurezza le strutture. Per chi vive di questo sport. Per chi deve rendere conto alla propria famiglia e per chi, come tanti, ha rifiutato proposte per attività “più sicure” a causa di una ripartenza, durata appena 5 giornate di campionato, che si è rivelata un’ illusione. Chiediamo di non essere più messi da parte, chiediamo di poterci allenare in sicurezza e rispettando tutte le regole previste da un eventuale nuovo protocollo. Chiediamo di essere ascoltati e ci piacerebbe che le società di Eccellenza si incontrassero per un confronto serio e leale. Chiediamo di sapere quello che sarà del nostro futuro perché vivere in questo stato di incertezza sta diventando insostenibile. Ci piacerebbe, infine, che chi dovrà prendere decisioni riguardanti il nostro futuro abbia la stessa responsabilità, serietà e sensibilità che ci sentiamo addosso e che, da parte nostra, non verrà mai a mancare.

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