Marche, Saltamartini: “I numeri sono da fascia arancione” – VIDEO

Stamattina il confronto Stato-Regioni: disaccordo sull’ipotesi di divieto di asporto per il bar in vista del nuovo Dpcm Coronavirus. Approvato ieri sera il nuovo decreto legge: stato di emergenza fino al 30 aprile.

Le Marche dovrebbero passare in fascia arancione. Il punto con l’assessore Saltamartini

ANCONA – Divieto di spostamento tra Regioni, visite ai parenti con la stessa modalità natalizia, zona bianca senza limitazioni per i più virtuosi. Stato di emergenza prorogato fino al 30 aprile. In automatico si finisce in fascia arancione con indice di contagio a 1 e in zona rossa a 1,25. E’ in sintesi cosa prevede il nuovo decreto legge in vigore da sabato 16 gennaio, approvato mercoledì in serata.

Domani verrà comunicato il colore delle Marche. Al decreto seguirà un nuovo Dpcm e il “verdetto delle fasce” del venerdì (domani) con la cabina di monitoraggio. Le Marche che hanno un indice di contagio sul fil di lana, 0,97, rischiano fortemente di passare in fascia arancione, in virtù anche della pressione ospedaliera e degli ultimi focolai scoppiati.

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Acquaroli: “Potremo essere vincolati a queste restrizioni per lunghe settimane”

La dichiarazione del presidente della Regione Francesco Acquaroli.“Ho definitivamente appreso dalla conferenza Stato Regioni di questa mattina che il criterio prevalente di valutazione per l’assegnazione del colore alle regioni non è più solo quello dell’indice RT, ma soprattutto quello della valutazione del “rischio”, e cioè in base allo stato di occupazione delle terapie intensive, delle strutture ospedaliere, alla stima dei focolai e altri fattori. Quindi non è bastato abbassare le soglie RT per l’assegnazione delle fasce, ma hanno ritenuto di andare anche oltre. Questi continui e repentini cambi dei metodi di valutazione creano disorientamento. Dunque, di fatto, se anche le Marche domani avranno l’indice RT sotto ad 1, rischiano seriamente di finire in fascia arancione. Queste osservazioni le ho poste stamattina nell’incontro con le Regioni e i Ministri competenti, e ho chiesto ancora una volta un confronto su scelte così impattanti per tutti noi. Anche perché, alla luce del voto favorevole in Parlamento avvenuto ieri dopo l’informativa del Ministro Speranza, potremo essere vincolati a queste restrizioni per lunghe settimane. Questo deve essere fin da subito chiaro a tutti. Deve anche essere chiaro che sono preoccupato per l’evolversi della pandemia e non voglio essere superficiale, per questo chiedo da settimane un confronto che non si basi solo sulla mera lettura dei numeri, che dicono tanto ma non raccontano tutto. Oltre a questa preoccupazione, c’è anche la consapevolezza dell’esasperazione e della difficoltà di tenuta del sistema socio-economico, già sottoposto ad una pressione prolungata. La salute e la sicurezza sono imprescindibili ma esse sono anche legate alle esigenze concrete della quotidianità. Spero che il Governo tenga conto di quanto richiesto, ora restiamo in attesa delle decisioni definitive”.

Linda Cittadini

Giornalista professionista dal 2009, lavora per E'tv Marche, il canale 12 del digitale terrestre occupandosi di tg e approfondimenti tra cui "Sibilla, le voci della ricostruzione", progetto editoriale dell'emittente che ogni mercoledì alle 21,30 racconta la nuova vita delle persone e dell'Appennino centrale, dopo il terremoto del 2016.

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