Da Lunedì le Marche tornano gialle ma occhio al nuovo Dpcm del 16 gennaio: rischio zona rossa a causa di un nuovo parametro. Il caso Urbino

Da Lunedì le Marche tornano gialle ma occhio al nuovo Dpcm del 16 gennaio: rischio zona rossa a causa di un nuovo parametro. Il caso Urbino

Da Lunedì le Marche tornano gialle ma occhio al nuovo Dpcm del 16 gennaio: rischio zona rossa a causa di un nuovo parametro. Il caso Urbino.

Come noto, da domani (lunedì) la regione Marche torna in giallo, ma attenzione ai nuovi parametri che sta studiando il Governo Conte per il prossimo Dpcm, in arrivo dal 16 gennaio, parametri che potrebbero clamorosamente portare la nostra regione in Rosso, a causa di una tendenza al peggioramento.

Da lunedì ricomincia la sequela di trattative tra Regioni, Comitato scientifico e ministeri sui nuovi parametri che verranno inseriti nel decreto che regoleranno le nostre vite da venerdì 16 gennaio, giorno in cui si svolgerà anche il nuovo ‘esame’ delle regioni e che potrebbe riservare il passaggio in zona rossa, soprattutto per Emilia RomagnaVeneto, Friuli, provincia di Bolzano e proprio le Marche.

La nostra Regione rischia in particolare per il nuovo parametro ipotizzato, cioè l’incidenza di contagiati ogni cento mila abitanti. Le Marche sono in bilico: con un Rt di 0,93, venerdì scorso siamo stati battezzati in giallo, ma all’analisi di venerdì 15 rischiamo un brusco risveglio. 

L’incidenza sui 100mila casi è infatti in crescita: nella settimana 28 dicembre – 3 gennaio era al 242, in quella successiva (3 – 9 gennaio) è scesa a 201. preoccupa però il 33% dei letti di terapia intensiva occupato da malati covid (soglia limite al 30%), con un trend in aumento. Senza dimenticare che il 45% dei pazienti nei reparti non acuti sono malati di coronavirus, anche qui sopra la soglia di allarme del 40%. 

I dati dei prossimi giorni sono determinanti. Mercoledì 13 gennaio , alle 15, il ministro della Salute Roberto Speranza risponderà al question time alle Camera: in quella sede chiarirà certamente molti punti che per ora possono essere solo anticipati: pare che si studi un nuovo rinvio della stagione sciistica e il ritorno alla lezioni in presenza alle scuole superiori dal 1 febbraio per tutta Italia.  

A ciò si aggiunga la difficile situazione dell’ospedale di Urbino. “Mi pare purtroppo sfuggita di mano – ha denunciato su Facebook Alessia Morani (Pd, sottosegretaria al Ministero dello Sviluppo economico – sono state chiuse le degenze di Cardiologia e Rianimazione a causa del contagio di 13 operatori sanitari in Cardiologia e 9 in Rianimazione e sono stati sospesi gli interventi operatori programmati. Risultano anche ricoverate 15 persone con positività Covid accertata”.

“Si tratta – aggiunge la Morani- di un ospedale che deve servire tutto il territorio delle aree interne, ma è evidente che in queste condizioni non è possibile, nonostante l’infaticabile lavoro e gli sforzi del personale e della direzione garantire questi servizi essenziali. I sindaci di tutta l’Unione Montana dell’Alta valle del Metauro ieri si sono incontrati con la direzione sanitaria ed hanno chiesto un incontro urgente alla Regione per poter da subito ripristinare servizi fondamentali come la rianimazione e la cardiologia”.

“La Regione deve immediatamente intervenire – insiste Morani – prima che tanti cittadini vedano impedito il loro diritto alla cura. Non si può perdere un minuto in più. Sono naturalmente a disposizione della Giunta regionale per trovare insieme soluzioni. Se serve personale o altro tipo di aiuto, il governo interverrà come già fatto in diverse strutture ed Rsa delle Marche”, conclude.

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