Approvato il bilancio del consiglio regionale, in primo piano la modernizzazione della Pubblica Amministrazione

ANCONA – Nuove prospettive e processi di lavoro, il “benessere” organizzativo, una modernizzazione della pubblica amministrazione. Sono le parole chiave del Bilancio di previsione dell’Assemblea legislativa, approvato dall’Aula  a larga maggioranza (due astensioni).

Stando alle cifre, nel  triennio sono previste spese di competenza pari a 21.353.640 euro(2021), 21.150.275 (2022), 21.258.571 (2023). Nel complesso, il bilancio resta in linea con le gestioni degli anni precedenti, che evidenziano una stabilità nel contenimento delle spese di funzionamento. Volendo distinguere il fabbisogno degli Organismi regionali di garanzia (Garante dei diritti, Commissione pari opportunità e Corecom) questo ammonta rispettivamente a 307.996, 307.995 e 308.495 euro.

“L’Assemblea – ha inteso sottolineare il Presidente Dino Latini – sfrutta senza dubbio anche l’attività positiva svolta nella precedente legislatura”.

E lo sfondo in cui va a collocarsi lo stesso Bilancio si arricchisce di nuove riflessioni, così come proposte nell’ illustrazione generale dal Vicepresidente Gianluca Pasqui. “Se da un lato l’avvento della nuova legislatura ha chiuso un quinquennio caratterizzato da cambiamenti che hanno impattato fortemente sull’Amministrazione – ha precisato – dall’altro, a nessuno può sfuggire il fatto che lo stesso è avvenuto nel pieno di una situazione assolutamente inedita come quella determinata dall’emergenza epidemiologica, che ha comportato profondi cambiamenti organizzativi, nonché processi di lavoro assolutamente imprevedibili solo alcuni mesi prima”.

Al centro dell’attenzione le nuove modalità di lavoro, l’accelerazione dei processi telematici, la formazione con soluzioni e prospettive diverse dal passato. “L’occasione da cogliere – ha evidenziato Pasqui – è quella di modernizzare l’Amministrazione rafforzandone la capacità istituzionale ed amministrativa, intervenendo, quindi, sul livello di digitalizzazione, sulla modifica dei processi organizzativi, sulla qualificazione e formazione delle risorse umane e sulla gestione delle relazioni interistituzionali e con gli stakeholder. Un cambiamento radicale, prima che organizzativo essenzialmente culturale, che presuppone di ripensare la prestazione di lavoro in chiave di obiettivi”,

Tra le mete indicate, il miglioramento dell’attività legislativa attraverso il riordino dell’ordinamento giuridico; una maggiore efficacia dell’attività del Comitato per il controllo e la valutazione delle politiche; la semplificazione della normativa in materia di trattamento indennitario dei consiglieri regionali; la digitalizzazione e dematerializzazione di documenti. A queste, si aggiungono quelle riferite alla diffusione della cultura della legalità, alla trasparenza, al rafforzamento della comunicazione istituzionale, allo sviluppo di iniziative per la partecipazione dei giovani alle attività di valutazione delle politiche, alla valorizzazione della biblioteca dell’Assemblea legislativa regionale, al rafforzamento del ruolo degli Organismi regionali di garanzia.

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