Stime del -10.5% del Pil. Il virus dentro l’economia marchigiana – VIDEO

ANCONA – La crisi economica mondiale condizionata pesantemente dalla pandemia da Covid-19 avrà nel 2020 per le Marche un impatto negativo sul Prodotto interno lordo superiore alla media italiana: circa -10,5% rispetto a circa -9,5%.

Le stime Svimez sul calo del PIL marchigiano fotografano l’impatto negativo del Covid sulla nostra economia, con un export che potrebbe registrare un meno 18%. E’ ciò che emerge dall’aggiornamento congiunturale di novembre sull’andamento dell’economia nelle Marche curato dalla Banca d’Italia. Alla contrazione maggiore nel secondo trimestre, con il lockdown, anche per il peso più elevato dei comparti la cui attività è stata sospesa dai decreti governativi di marzo e poi gradualmente riavviati da maggio, è seguita una ripresa nel terzo che non ha compensato il calo.

Nel complesso dei primi nove mesi dell’anno, all’interno dell’industria manifatturiera il calo è stato accentuato per i comparti dei beni durevoli per le famiglie (mobili ed elettrodomestici) e soprattutto della moda. Nel settore delle costruzioni i dati relativi al primo semestre riportano un netto calo della produzione, ma il recupero è risultato robusto già nel bimestre maggio-giugno.

L’attività si è fortemente contratta anche nel terziario; il commercio, in particolare, ha risentito del contenimento della spesa delle famiglie. La stagione turistica estiva avrebbe però riportato risultati migliori delle attese, favorita dalla marcata specializzazione nella componente nazionale. Il fabbisogno di liquidità delle imprese è accresciuto.

Nel primo semestre, a fronte della notevole contrazione delle ore lavorate, il calo del numero di occupati è stato contenuto dai vincoli ai licenziamenti e dal ricorso eccezionalmente ampio alla cassa integrazione. Ciononostante le ripercussioni sull’occupazione sono state significative per alcune categorie di lavoratori, come gli autonomi e i dipendenti a tempo determinato.

Sul futuro pesa l’incertezza, anche per le stime, di fattori “non governabili” che condizionano le scelte: nei primi nove mesi è calato il fatturato del 60% delle imprese, gli investimenti si sono ridotti, i piani d’investimento per il 2021 sono “stagnanti”.

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