Baristi e ristoratori: “Alcuni di noi non riapriranno”. Il fronte della protesta – VIDEO

PESARO – Piazza del Popolo a Pesaro si infiamma per la protesta di baristi e ristoratori costretti dal DPCM del 25 ottobre, varato dal premier Conte, a chiudere le loro attività alle 18.

Penalizzante, è invece la definizione di Giovanna Burattini dei baristi e ristoratori uniti delle Marche. La nuova chiusura alle 18:00 imposta fino al 24 novembre alle attività dei servizi di ristorazione non va giù e si somma alle perdite già accumulate durante lo stop totale dei 3 mesi del lockdown.


Oltre alle chiusura anticipate la normativa prevede che il consumo al tavolo sia consentito per un massimo di quattro persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi; dopo le ore 18,00 è vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico, ma resta consentita senza limiti di orario la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri ospiti. Resta invece sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio nonché fino alle ore 24,00 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze.

Il decreto legge disporrà sostegni economici per tutte le aziende colpite dalle limitazioni disposte dal Dpcm. Le misure riguarderanno quindi sia le attività che verranno temporaneamente chiuse, sia quelle che subiranno tagli nell’orario e nei giorni di apertura. E senza limiti di fatturato, a differenza dei precedenti ristori a fondo perduto .

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