Omicidio Mastropietro, in appello la procura chiede la conferma dell’ergastolo per Oseghale – VIDEO

ANCONA – “Noi siamo convinti, come accusa, che sia Oseghale l’autore dell’omicidio, poi ci sono alcune posizioni che la stessa sentenza indicava come sospette sui cui poi ci potrebbero essere sviluppi”. Così il procuratore generale di Ancona Sergio Sottani a margine della seconda udienza del processo d’appello nei confronti di Innocent Oseghale, lo spacciatore 32enne nigeriano condannato all’ergastolo in primo grado per l’omicidio della 18enne romana Pamela Mastropietro.

Un delitto aggravato dalla violenza sessuale e dalla distruzione e occultamento del cadavere della ragazza rinvenuto in due trolley a Macerata il 30 gennaio 2018. Per lui l’accusa al termine di una lunga requisitoria durata circa cinque ore ha chiesto la conferma della pena, bocciando la richiesta della difesa di una nuova perizia sui resti della giovane.

I legali, sulla base di una recente sentenza della corte di cassazione a sezioni unite, sostengono infatti che all’epoca dei fatti Oseghale non sarebbe stato informato correttamente degli accertamenti irripetibili effettuati dai consulenti dell’accusa, pregiudicando dunque la sua possibilità di nominare consulenti di parte. Un difetto che la procura riconosce, ma reputa sanato.

Oseghale presente in aula rilascerà nella prossima udienza fissata per il 16 ottobre delle dichiarazioni. Il 32enne continua a negare di aver violentato e ucciso Pamela, la difesa sostiene infatti che la giovane sia morta a seguito di un’overdose di eroina.

Presenti in aula anche i familiari di Pamela, costituitisi parte civile e assistititi dallo zio della giovane, l’avvocato Marco Valerio Verni che ha chiesto la conferma della sentenza. La mamma di Pamela, Alessandra Verni, a margine dell’udienza ha detto di voler un giorno parlare con Oseghale: “Deve dirmi, guardandomi negli occhi, cos’è successo e dire chi sono i suoi complici”.

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