Spaccio in riviera, 13 arresti all’alba tra il fermano e l’ascolano. Tra i clienti anche 30 professionisti

ASCOLI PICENO – Dalle prime luci dell’alba, decine di Carabinieri del Comando Provinciale di Ascoli Piceno, stanno dando esecuzione ad un’ ordinanza di misure cautelari emessa dal GIP presso il Tribunale di Fermo, su richiesta di quella Procura della Repubblica nei confronti di 13 indagati, ritenuti responsabili di produzione, detenzione e spaccio di sostanza stupefacente del tipo cocaina e marijuana, continuato.

All’esito di una articolata attività d’indagine durata alcuni mesi i militari del Nucleo Investigativo, unitamente alla Compagnia di San Benedetto del Tronto e alla Stazione CC di Grottammare, hanno accertato l’esistenza di una fitta rete di spaccio (soprattutto cocaina), operante sulla riviera ascolana e fermana, che ha visto coinvolto un gruppo di 13 soggetti, la maggior parte dei quali conosciuti alle forze dell’ordine, tra cui: 5 destinatari di misura cautelare in carcere, 3 agli arresti domiciliari e 5 destinatari di altre misure cautelari .

Tutto è partito dall’arresto in flagranza di reato per spaccio di stupefacenti di 4 cittadini albanesi e sequestro di circa 2 etti di cocaina, effettuati alla fine del 2019 dalle Compagnie di San Benedetto del Tronto e Fermo. L’impegno investigativo ha consentito di accertare che i quattro, si rifornivano di cocaina da connazionali operanti in altre regioni, ma avevano allestito più piantagioni indoor per la coltivazione di marijuana nelle province di Ascoli Piceno e Macerata. Lo spaccio riguardava numerosissimi clienti dei comuni rivieraschi delle Marche tra cui anche professionisti tutti segnalati quali assuntori alle competenti Prefetture di Ascoli Piceno e Fermo.

L’indagine, prima delle odierne esecuzioni ha consentito complessivamente di trarre in arresto in flagranza di reato di spaccio di stupefacenti 4 cittadini albanesi e sequestrare, oltre 2 etti di cocaina, 182 piante di cannabis indica e 5.000 euro in contanti.

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