L’incendio al porto di Ancona: tutto quello che c’è da sapere – VIDEO

Scuole chiuse anche domani in via precauzionale in città ad Ancona, in attesa dell’esito dei campionamenti sulla qualità dell’aria. Il rogo, le operazioni di spegnimento, l’inchiesta. Ecco tutto quello che c’è da sapere.

La sintesi in poco più di due minuti nel video

Inferno di fuoco: la cronaca. L’allarme scatta 36 minuti dopo la mezzanotte: al porto di Ancona c’è un inferno di fuoco. Chi apre la finestra vede ardere il cuore pulsante dello scalo dorico, con una nuvola di fumo visibile da ogni angolatura. E’ l’incendio all’ex Tubimar, un’area di 60 mila metri quadrati: il fuoco se ne mangia 4 ettari distruggendone completamente una metà. Le prime luci del mattino mettono a fuoco la nube nera: scatta l’ordinanza di chiusura delle scuole di ogni ordine e grado in città. “Restate a casa e chiudete le finestre”, indica il Comune, mentre al sito, luogo di stoccaggio materiali per diverse realtà portuali, lavorano senza sosta i Vigili del fuoco. L’Arpam installa un autocampionatore sul tetto di Palazzo del Popolo in comune: alle 7 del mattino le centraline registrano un picco di 250 microgrammi di Pm1,per tornare poi alla normalità nel corso della giornata. Il sito industriale dove si producevano tubi era stato dismesso anni fa. L’area è ora concessione a diversi operatori portuali come rimessaggio. “Era stato bonificato dall’amianto nel 2011”, rassicura il presidente dell’Autorità Portuale Rodolfo Giampieri.

L’intervista per il presidente dell’Autorità Portuale Rodolfo Giampieri

La nube nera. Dalla ricognizione dei materiali nei capannoni distrutti è emerso che non vi erano stoccati materiali pericolosi. Ma nessun materiale è innocuo quando prende fuoco. C’erano interti, materiale in plastica, carbonato di calcio, ferro, gomma piuma compressa. Proprio la combustione di quest’ultima potrebbe aver sprigionato acido cianidrico, ma saranno gli esiti dei campionamenti dell’aria e del materiale depositato a dare conferma o meno a questa ipotesi. Così come per la presenza di diossine.

La prima intervista del mattino con i Vigili del Fuoco

L’immenso lavoro dei Vigili del fuoco e l’inchiesta sulla cause del rogo. Per tutta la notte l’area verrà controllata dai Vigili del fuoco, con lo spegnimento degli ultimi focolai in aree anche difficili da raggiungere per il pericolo crolli. Poi bisognerà attendere la fine delle operazioni, il raffreddamento e i successivi sopralluoghi per determinare se ci siano stati uno o più punti d’innesco e quindi valutare l’origine del rogo. La procura di Ancona, doverosamente, ha aperto un fascicolo d’inchiesta.

Un risveglio surreale

Cos’è l’area ex Tubimar. L’area ex Tubimar, di proprietà del Demanio Marittimo dello Stato e gestita dall’Autorità di sistema portuale, ha una superficie complessiva di 100 mila metri quadri di cui 45.891 metri quadrati coperti, suddivisi in 12 capannoni e ulteriori due strutture adibite a palazzine uffici, non coinvolte nell’incendio. Sono 11 i concessionari operativi nella struttura ex Tubimar. Sette hanno in concessione aree all’interno dei capannoni per una superficie totale di circa 36.091 metri quadrati: tre società avevano depositi per attività logistiche (Ase, Frittelli Marittime Group, Icop); tre depositi per la cantieristica navale (Fincantieri, Cpn, Consorzio navale scarl); un deposito per mezzi di sollevamento e piattaforme mobili (Omec). L’incendio ha danneggiato in particolare i capannoni in concessione ad Ase e Frittelli Maritime Group.

Una sintesi della riunione delle 18 in Comune ad Ancona con la sindaca Valeria Mancinelli e gli altri enti coinvolti: Arpam, Asur, Protezione Civile, Vigili del Fuoco, Autorità Portuale. Non risultano al momento persone ai pronto soccorso per problemi respiratori.

Le indicazioni del Comune, cosa si deve fare e cosa evitare. Dal Comune di Ancona ecco le misure e isuggerimenti cui attenersi “a titolo cautelativo” (in attesa, appunto, dei risultati degli accertamenti) nelle prossime ore e nei prossimi giorni e fino a nuova comunicazione: 1- attraverso la reiterazione dell’ordinanza di questa mattina, si dispone di prolungare a domani, la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado, dei nidi e dell’ Università, eccezion fatta per il polo di Torrette. Restano chiusi anche i centri semiresidenziali e i parchi.
2- verrà eseguita a partire da domani, sulla base di una perimetrazione che sarà definita in relazione alla modellistica di ricaduta dei fumi elaborata dall’ Arpam, la pulizia straordinaria delle strade interessate dal deposito di materiale sedimentato a terra a seguito dell’incendio.
3- si raccomanda la pulizia di superfici esterne (davanzali, balconi) delle abitazioni private, da effettuare solo con acqua
4- si sconsiglia il consumo di vegetali a foglia larga provenienti dal territorio comunale 5- si sconsiglia di svolgere attività fisica all’aperto
6- si sconsiglia di tenere aperte le finestre, limitandosi al solo ricambio di aria

Il sopralluogo della ministra alle infrastrutture. “Una volta che avremo chiaro il punto della situazione, le esigenze sia sul fronte progettuale che economico finanziario per l’intervento, metteremo a disposizione del porto di Ancona tutto quanto è necessario, come è giusto che sia”. Così la ministra delle Infrastrutture e dei Traspoeti Paola De Micheli dopo il sopralluogo al porto.

Linda Cittadini

Giornalista professionista dal 2009, lavora per E'tv Marche, il canale 12 del digitale terrestre occupandosi di tg e approfondimenti tra cui "Sibilla, le voci della ricostruzione", progetto editoriale dell'emittente che ogni mercoledì alle 21,30 racconta la nuova vita delle persone e dell'Appennino centrale, dopo il terremoto del 2016.

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