Vento e grandine, nelle campagne la conta dei danni: “Sembrava la fine del mondo” – VIDEO

JESI – “Sembrava la fine del mondo, non si vedeva più nulla, si sentiva solo il vento, pensavo che non ci fosse più niente”. Così Franco Maiani, titolare di un agriturismo a Jesi racconta della nube bianca di vento e grandine, che domenica pomeriggio, intorno alle 15:00, ha sradicato dal giardino della struttura intere piante di ulivo rovesciandone a terra i frutti ancora acerbi. È accaduto tutto in poco meno di un quarto d’ora, ma è stato sufficiente a causare danni di diverse decine di migliaia di euro. Sul terreno intorno alla proprietà si trovano ancora le tegole volate via dal tetto della struttura. Sui muri le ammaccature causate dai detriti trasportati dal vento.

Ma anche le campagne di Polverigi, Agugliano e delle frazioni anconetane contano i danni causati dal’ondata di maltempo, azzerando in alcuni casi le produzioni non solo di oliveti e vigneti, ma anche di mais, sorgo e girasole. La Coldiretti Marche ha chiesto alla Regione di delimitare il prima possibile l’area dei danni e chiedere al Governo di riconoscere lo stato di calamità. Ma pioggia e vento hanno interessato anche le zone costiere delle Marche, in particolare del fermano e dell’anconetano.

Nella città dorica in particolare sono continuati anche nella mattinata odierna gli interventi dei vigili del fuoco che per tutta la notte hanno rimosso alberi dalle strade, coppi e antenne pericolanti, guaine bituminose staccate. Non si è fermato nemmeno il monitoraggio del territorio da parte del centro operativo comunale. L’allerta meteo diramata dalla protezione civile regionale terminerà alle 24 di lunedì, da martedì primo settembre infatti il cielo tornerà nuovamente sereno salvo qualche fenomeno residuo lungo le coste nella prima mattinata. Condizioni che miglioreranno ulteriormente mercoledì e giovedì. Ma nonostante il peggio sia passato, l’intensità e la frequenza di questi fenomeni sul territorio regionale e non solo non mancano di far riflettere.

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