Coronavirus, no tamponi al porto di Ancona, ma opzione “48 ore”

ANCONA –  No a tamponi eseguiti direttamente in porto ad Ancona e, invece, comunicazione efficace ai passeggeri dell’obbligo entro 48ore di comunicare l’arrivo all’azienda sanitaria di riferimento per il tampone, preceduto da isolamento fiduciario.

E’ l’opzione scelta al porto di Ancona, interessato da traffici in particolari da Croazia e Grecia, dal presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico centrale, Rodolfo Giampieri. Il manager, i tecnici dell’Authority e Sanità marittima lavorano per attuare l’ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza che prevede, salvo possesso di un test negativo nelle ultime 72ore, il tampone per chi rientra da Grecia, Croazia, Spagna e Malta.

Primo passo è “comunicare con correttezza ai viaggiatori la condotta da tenere”, spiega: un messaggio audio girerà sui traghetti per informare i passeggeri.
Impensabile eseguire i tamponi in porto senza assembramenti, ‘tendopoli’ e disagi vari.

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