Bonus al 110% al via, tra rischio sanzioni e burocrazia. Confartigianato c’è

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“Una grande opportunità ma, tra cavilli normativi e burocrazia, il Bonus 110% rischia di rivelarsi un flop”. E’ lo scenario ipotizzato dal Presidente di Confartigianato Ancona Pesaro Urbino Graziano Sabbatini e dal Segretario Generale Marco Pierpaoli.

“Siamo pronti a schierare i nostri esperti – annuncia Pierpaoli – per guidare imprese e contribuenti, nella giungla della norma, in modo da evitare errori, multe o sentirsi dire no dalle Banche per la cessione del Credito”.
Il Senato ha infatti approvato in via definitiva il ddl di conversione in legge del Dl Rilancio n. 34/2020. Tra le misure più attese, le nuove detrazioni fiscali del 110% previste per gli interventi di efficienza energetica (Ecobonus) e riduzione del rischio sismico (Sismabonus), installazione di impianti fotovoltaici e colonnine di ricarica di veicoli elettrici.

Non siamo ancora alla fase attuativa: per essere operativi, i bonus necessitano ora dei provvedimenti attuativi del Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) e dell’Agenzia delle Entrate, indispensabili per ottenere la cessione del credito o lo sconto in fattura.
Fin qui tutto (quasi) bene. C’è un problema di non poco conto: occorre chiarire che rispetto alla comunicazione iniziali si delinea un profilo assai complesso per accedere alle detrazioni, che in questo momento riguardano circa un 20% delle richieste di preventivo che giungono alle imprese del settore.

Confartigianato, evidenzia Luca Bocchino Responsabile Confartigianato Edilizia e Impianti, mette a disposizione un pool di professionisti a sostegno delle imprese e degli utenti per tradurre il burocratese e accorciare i tempi, in modo da agevolare la verifica dei criteri di accesso ai benefici. “Sul campo della cessione del credito sono già stati avviati i primi contatti e accordi nazionali e locali con istituti di credito – annuncia il Presidente Sabbatini – ma si resta in attesa dei provvedimenti del MISE e dell’AE, che discipleranno le modalità di accesso”.


L’articolo 119 ai fini dell’opzione per la cessione o per lo sconto in fattura in luogo della detrazione, prevede infatti che gli interventi siano asseverati da un tecnico abilitato che attesti la rispondenza ai requisiti richiesti e, ove è possibile, la dichiarazione di congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati, secondo le modalità indicate dal decreto del MISE da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del Dl. Nel caso dell’Ecobonus, una copia dell’asseverazione potrà essere trasmessa esclusivamente per via telematica all’ENEA e dovrà contenere la dichiarazione del tecnico abilitato che l’intervento abbia comportato il miglioramento di almeno due classi energetiche (o una classe energetica qualora la classe ante intervento sia la B).


Le asseverazioni, in base ad alcune anticipazioni sull’emanando decreto del MISE, potranno essere sostituite da un’analoga dichiarazione resa dal direttore lavori nell’ambito della dichiarazione sulla conformità al progetto delle opere realizzate. Il tecnico abilitato nelle asseverazioni o il direttore dei lavori nella dichiarazione di conformità delle opere realizzate, dovrà attestare altresì che gli interventi rispettino le leggi e le normative nazionali e locali in tema di sicurezza e di efficienza energetica.


Oltre all’ottenimento dichiarazione asseverata, i soggetti interessati ad accedere alla detrazione saranno tenuti ad osservare una serie di adempimenti, tra cui quello di depositare in Comune, ove previsto, la relazione tecnica di progetto o dotarsi di un attestato di prestazione energetica delle unità immobiliari prodotto nella situazione ante e post intervento.
Il contribuente dovrà pure richiedere il visto di conformità dei dati relativi alla documentazione che attesti la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione d’imposta, rilasciato in uesto aso da commercialisti, consulenti del lavoro e CAF.


“Risulta evidente da quanto detto sopra la complessità delle procedure per usufruire dei Superbonus – evidenzia Luca Bocchino Responsabile Confartigianato Edilizia e Impianti – gli adempimenti previsti richiedono la massima attenzione da parte del contribuente e degli operatori, al fine di non vanificare i vantaggi economici introdotti dalla normativa”.
Dando uno sguardo al settore, gli edifici e complessi di edifici utilizzati censiti nelle Marche sono 351.171. L’ 88,7% di essi è costituito da abitazioni occupate da persone residenti. Il numero complessivo di abitazioni ammonta a 789.548 unità. Di esse il 77,5% (612.242 in valore assoluto) è occupato da almeno una persona residente, mentre il restante 22,5% (177.306) è costituito da abitazioni non occupate (vuote) o occupate solo da persone non residenti.

Dei 312 mila edifici residenziali delle Marche, quelli costruiti prima del 1971 (anno in cui è entrata in vigore la normativa antisismica) rappresentano il 60,7%. Gli edifici in un buono o ottimo stato di conservazione rappresentano il 48,2%, l’analogo dato nazionale è del 43,0%. Gli edifici in mediocre o pessimo stato di conservazione risultano il 12,5% prima del 1971. “Da questi numeri si comprende quanto Ecobonus e sismabonus siano un’opportunità da cogliere – conclude Pierpaoli – ma la norma è assai complessa e la Confartigianato è in campo per evitare errori e multe, oltre che per accelerari i tempi della burocrazia”.

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