Effetto Covid sul gradimento: giù Ceriscioli, bene Ricci e Fioravanti

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L’indagine di Noto Sondaggi per “Il Sole 24 Ore” fotografa una diminuzione dei consensi per Luca Ceriscioli, mentre vola Luca Zaia. Per i sindaci, Pesaro e Ascoli le città che premiano i propri rappresentanti. In caduta Calcinaro, Fermo.

Il riscatto di consenso per Luca Ceriscioli, durante la gestione della pandemia da Covid-19, si è affievolito, non c’è mai stato, oppure semplicemente non trova riscontro nei dati del gradimento dei governatori, realizzato da Noto Sondaggi e pubblicato dal Sole 24 Ore.

Sono dati riferiti all’effetto Covid, ma diventano benzina sul fuoco in vista delle regionali d’autunno. Per il governatore marchigiano una terz’ultima posizione, con un – 1.1 % dal giorno dell’elezione. Poco male, se ha deciso di non ricandidarsi. Peggio di Ceriscioli Michele Emiliano (Puglia), – 7.1 %, e, ultimo, Nicola Zingaretti (Lazio), – 1.9 %.

Al contrario, il vertice è tutto leghista con Luca Zaia (Veneto), che ottiene un plebiscito, il 70 %, con un aumento addirittura del 20 % dal giorno dell’elezione. Seguono Fedriga (Friuli) + 2.7 %, quindi Donatella Tesei (Umbria), nonostante perda uno 0,5 %. A difendere la pattuglia del centro sinistra solo Stefano Bonaccini (Emilia Romagna) che incassa un + 2.6 %.

Oltre ai governatori il sondaggio riguarda anche i sindaci con Antonio Decaro (Bari) al vertice, e Leoluca Orlando (Palermo) ultimo.

Per le Marche gli unici premiati sono le estremità: Marco Fioravanti (Ascoli) + 0,7 %, così come il suo collega pesarese, Matteo Ricci, sempre un + 0.7 %.

Molto male Paolo Calcinaro, (Fermo), comune al voto in autunno, – 12.1 %, Valeria Mancinelli (Ancona) – 3 %, e Romano Carancini (Macerata), altro comune al voto, ma con Carancini fuori dai giochi, che ottiene un – 4,4 %.

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