Post sisma, la grande delusione: bocciati gli emendamenti in commissione nel decreto Rilancio – VIDEO

La svolta sembrava vicina e brucia ancora di più la bocciatura alla commissione bilancio della Camera del pacchetto delle misure utili per il sisma 2016. Indignazione bipartisan: il decreto Rilancio dimentica il terremoto. Di cui nessuno si ricorda più da quattro anni.

ANCONA – La svolta sembrava vicina e brucia ancora di più la bocciatura alla commissione bilancio della Camera del pacchetto delle misure utili per il sisma 2016. Gli emendamenti andavano nella direzione della stabilizzazione del personale, la proroga dello stato di emergenza dopo il 31 dicembre 2020, l’aumento degli incentivi per i tecnici che si occupano dei progetti di ricostruzione e la garanzia che il 5% dei fondi per la ricostruzione pubblica fosse destinato al sostegno delle attività produttive dei territori feriti. Le istanze erano state condivise sul territorio e anche con il commissario Legnini  e il colpo di spugna genera indignazione bipartisan: le Anci terremotate con Maurizio Mangialardi, candidato Pd alla Regione Marche parla di decisione che “mortifica la sofferenza dei cittadini di quattro regioni”, Francesco Battistoni commissario regionale di Forza Italia Marche rincara la dose “con una mano la sinistra accarezza le sofferenze della gente, con l’altra prende a schiaffi la dignità delle persone che hanno bisogno, e lo fa alle loro spalle.Un epilogo insostenibile a una manciata di settimane dal quarto anniversario del sisma il prossimo 24 agosto”. Furiosi i sindaci: quello di Norcia Nicola Alemanno, che parla anche a nome dei colleghi di Camerino e Castelsantangelo sul Nera, incontrati oggi in occasione delle celebrazioni per la Madonna della Cona, sul Pian Perduto, si dice pronto a riconsegnare la fascia. “Non sappiamo più cosa dire alla nostra gente”, dice il sindaco Mauro Falcucci di Castelsantangelo.

La delusione è anche del Commissario al sisma Giovanni Legnini. “Un percorso per stabilizzare il personale precario e prorogare i contratti in scadenza, il collegamento del nuovo Sismabonus con il contributo alla riparazione delle case lesionate, la revisione dei compensi ai professionisti che assumono maggiori responsabilità, la proroga dello stato di emergenza, risorse certe per sostenere lo sviluppo, poteri veramente straordinari per il Commissario anche se limitati alle opere più complesse, sono misure indispensabili per far decollare la ricostruzione dopo il terremoto del 2016.
Da tempo erano state condivise con i Sindaci, i Ministeri competenti, le associazioni dei cittadini, i professionisti, e sembrava che alcune di esse potessero essere accolte nel Decreto Rilancio che il Parlamento si appresta ad approvare, anche in considerazione della doppia, lunghissima emergenza vissuta da questi territori. Capisco, dunque, la preoccupazione dei sindaci, delle Anci regionali, la delusione dei cittadini del cratere per il mancato accoglimento di queste norme. Adesso è importante insistere affinché siano varate al più presto, utilizzando il veicolo normativo che il Governo riterrà appropriato. Solo così sarà possibile completare il quadro degli strumenti necessari per far partire davvero la ricostruzione, ormai alla vigilia del quarto anniversario del primo dei gravi terremoti che hanno sconvolto il Centro Italia. Continuerò ad impegnarmi con la massima determinazione perché, al più presto, siano fatti questi passi decisivi”, fa sapere Legnini.

L’affondo della Lega. “Il governo Pd-5S ha vergognosamente abbandonato al loro destino i territori colpiti dal sisma nel 2016. I sindaci sono indignati e hanno ragione da vendere. Grave il mancato inserimento nel decreto Rilancio del pacchetto di misure per le zone terremotate. Altrettanto grave la bocciatura i nostri emendamenti presentati proprio per correggere la preoccupante amnesia di un esecutivo sempre più allo sbando. Tra le misure proposte anche quella per riconoscere alle regioni Marche, Umbria e Lazio il credito d’imposta per il sisma 2016, ma l’esecutivo ha avuto il coraggio di dire ‘No’ sostenendo che mancavano le coperture. Menzogna certificata nero su bianco. Governo e maggioranza abbiano ora il coraggio di assumersene la responsabilità e provvedano ad inserire una buona volta il pacchetto nel provvedimento”. Così i parlamentari Lega della Marche: Riccardo Augusto Marchetti (commissario Lega Marche), Giorgia Latini, Luca Paolini, Tullio Patassini, Giuliano Pazzaglini.

La delusione delle Anci terremotate. Come coordinamento delle Anci terremotate abbiamo lavorato alla redazione di un documento di sintesi approvato in assemblea che il presidente Decaro ha portato in audizione al governo. La notizia che la Commissione Bilancio della Camera abbia bocciato gli emendamenti proposti dell’Anci è inaccettabile.A dirlo è Maurizio Mangialardi, Coordinatore delle Anci terremotate Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo.”Tale decisione mortifica la sofferenza dei cittadini di oltre 130 comuni di 4 regioni e deve essere rivista”. “Diversamente – ha concluso Mangialardi – sappiamo di poter contare sull’appoggio di 8.000 sindaci italiani già pronti ad essere mobilitati dal nostro Presidente Decaro perché come Anci riteniamo la tale bocciatura non trova alcun tipo di giustificazione».Tra poche settimane ricorrerà il 4’ anniversario dalla scossa del 24 agosto, la prima della tremenda sequenza che ha sconvolto il centro Italia.”Proprio perché è già trascorso molto tempo non ci interessano i motivi alla base della bocciatura ma, come coordinamento delle Anci terremotate – ha concluso Mangialardi – alla luce del proficuo lavoro portato avanti con Commissario Legnini ribadiamo la tassativa e improrogabile urgenza che le istanze dell’Anci vengano accolte. Ci appelliamo al presidente Conte perché vengano inserite nel prossimo decreto”.

Il candidato presidente alla Regione Marche Acquaroli (Fdi): “Basta alibi”. “La maggioranza PD-M5S boccia il pacchetto di proposte per il sisma. L’ennesima opportunità sprecata e l’ennesima beffa per le popolazioni terremotate che dopo quattro anni ancora aspettano la rimozione delle macerie, la stabilizzazione del personale negli Usr, lo snellimento delle procedure. Tutte le proposte presentate dal centrodestra ma anche dai parlamentari della maggioranza sono state stoppate in commissione, le stesse priorità che sono state evidenziate anche dal commissario Legnini. È grave dover prendere atto che anche il decreto rilancio non è stato considerato il provvedimento giusto per dare le risposte definitive alle popolazioni e ai territori colpiti dal sisma del 2016. Dispiace anche dover prendere atto dell’ennesimo fallimento che però a pagare sono solo famiglie e imprese, che non hanno alcuna responsabilità se non quella di vivere in uno Stato che mette la burocrazia sempre al primo posto, anche davanti alle catastrofi. Non si riesce a comprendere il motivo per cui tutti ci troviamo d’accordo rispetto alla necessità di provvedimenti indispensabili ma poi non si riesce mai ad arrivare al dunque. I governi regionale e nazionale hanno sempre e solo fornito alibi e discriminato questo territorio rispetto ad altre emergenze come se le Marche e il centro Italiano fossero un territorio di serie B. Oltre ad essere un atteggiamento inaccettabile è la prova più profonda della strumentalizzazione che è stata fatta del sisma e dell’inadeguatezza dei rispettivi governi. Rammarico per l’inerzia e l’indifferenza delle istituzioni davanti a drammi come lo spopolamento, la disoccupazione, il drammatico aumento dei suicidi e la crisi di tutto il tessuto”.Lo dichiara il deputato Fdi, Francesco Acquaroli, candidato del centrodestra alla Presidente della Regione Marche.

Anche gli esponenti dei partiti di Governo sono indignati. “Il fatto che nel Decreto Rilancio, un provvedimento di oltre 55 miliardi, non ci siano misure a favore della ricostruzione post-sisma è sconcertante. Il Governo non può ignorare le istanze di territori che aspettano da troppo tempo. Basterebbero pochi mirati interventi per sbloccare la ricostruzione. Eppure non è avvenuto. È inaccettabile. Questo Governo deve mantenere gli impegni presi all’atto della sua nascita con sindaci, cittadini, forze sociali del cratere. Si intervenga subito già nel testo iniziale del Decreto-Semplificazioni inserendo le norme necessarie, così in una nota il Senatore Pd Francesco Verducci.

Il vicepresidente del Consiglio Regione Celani: “Terremoto, siamo ai titoli di coda”. “Quanto accaduto l’altro giorno alla commissione bilancio della camera dei deputati in merito alla bocciatura di alcuni provvedimenti che avrebbero accelerato il processo di ricostruzione dei territori distrutti dal terremoto dell’agosto 2016, negando anche alcune ulteriori provvidenze alle popolazione di quei borghi, ha dell’incredibile, o peggio del vergognoso. È l’ ennesima dimostrazione che a questo governo le sofferenze dei nostri territori non importa nulla, e peggio ancora, al PD regionale, Mangialardi compreso, interessa di più occuparsi delle future alleanze elettorali in vista delle prossime elezioni, terrorizzati da una più che probabile sconfitta, invece che lavorare per risolvere i problemi delle aree terremotate, ancor più allo stremo anche per gli effetti della crisi da Covid 19. Non è bastata al PD regionale, ed al governo la spietata, e se volete, drammatica analisi fatta al suo insediamento dal commissario per la ricostruzione Legnini, circa i ritardi accumulati ad oggi dal processo di ricostruzione e tutti compresi in questi numeri: pratiche attese 80629, progetti depositati 12814 pari al 15,8% ; i provvedimenti di concessione dei contributi sono solo il 5,7%, ed i cantieri aperti, al 28 febbraio , solo 2890. L’importo dei contributi erogati alla fine di febbraio era solo di 355ml di € circa, a fronte di un plafond di 6,1 mld di euro. Per non parlare poi dei tempi biblici per l’istruttoria di una pratica! E il governo che fa? Boccia tutti i provvedimenti per riparare a questi disastri! E la regione? Silenzio assordante, perché la priorità è la rincorsa a cercare alleanze per le prossime elezioni, per scongiurare una sconfitta, che ormai appare certa. Spero che i marchigiani, e soprattutto il Piceno, prendano nota di tutto questo”, dice il Vice Presidente del Consiglio Regionale delle Marche, Piero Celani (Fi) .

Linda Cittadini

Giornalista professionista dal 2009, lavora per E'tv Marche, il canale 12 del digitale terrestre occupandosi di tg e approfondimenti tra cui "Sibilla, le voci della ricostruzione", progetto editoriale dell'emittente che ogni mercoledì alle 21,30 racconta la nuova vita delle persone e dell'Appennino centrale, dopo il terremoto del 2016.

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