Post sisma, la nuova ordinanza del Cas: pronta l’azione legale – VIDEO

Il primo passo sarà l’assemblea pubblica convocata a Camerino per sabato alle 10,30 pressi i locali della Contram per avviare una battaglia collettiva contro le modifiche dell’ordinanza della protezione civile nazionale che regolamenta il Cas, il Contributo di Autonoma Sistemazione.

MACERATA – Il primo passo sarà l’assemblea pubblica convocata a Camerino per sabato alle 10,30 pressi i locali della Contram per avviare una battaglia collettiva contro le modifiche dell’ordinanza della protezione civile nazionale che regolamenta il Cas, il Contributo di Autonoma Sistemazione che viene percepito mensilmente dalle persone che hanno perso casa a seguito del sisma del 2016. L’associazione La terra Trema noi no, supportata da un pool di avvocati, è pronta a fare ricorso al Tar del Lazio per quei cittadini, secondo le stime almeno 200 solo a Camerino, che avendo acquistato casa dell’entrata in vigore della seconda ordinanza contando dunque anche sull’aiuto del contributo, vanno a perdere il Cas. Mentre otterrà un contributo forfettario pari a 36 mesi di contributo mensile chi la acquisterà ora. Il caos ha coinvolto anche i comuni che nel dubbio hanno sospeso le erogazioni per non cadere in errore. 

Le spine della nuova ordinanza: perde il Cas chi nel frattempo ha acquistato una casa. Con il correttivo dell’ordinanza sul contributo di autonoma sistemazione viene dato un colpo di spugna per chi, pur di restare sul territorio dopo il sisma di ormai quattro anni fa, ha messo mano ai propri risparmi e ha acquistato una nuova abitazione. La modifica del 28 aprile, rispetto all’ordinanza del novembre 2019, taglia il diritto all’aiuto mensile a coloro che proprio dopo il terremoto hanno acquistato un’abitazione per viverci e non fa più distinzione rispetto al fatto se la casa fosse stata acquistata prima o dopo il sisma. Una condizione ritenuta ingiusta da chi ha acquistato casa prima dell’ordinanza stessa che prevede invece per chi acquista ora un contributo forfettario mensile per un periodo di dodici mesi per i conduttori e comodatari, o 3 anni per i proprietari invece del Cas. 

La testimonianza da Camerino

I costi dell’emergenza infinita, aspettando la ricostruzione. E’ stato speso più di un miliardo di euro tra messe in sicurezza, gestione delle macerie, soluzioni abitative di emergenza, appartamenti, alloggi negli alberghi (dove sono ancora 200 persone che dovranno uscire alla fine del mese), container, delocalizzazioni di attività commerciali, moduli alloggi e stalle per gli agricoltori e il Cas, il contributo di autonoma sistemazione mensile che ancora viene percepito da quasi 21 mila persone per 100 milioni di euro all’anno.1,2 miliardi di euro sono stati erogati con il fondo di solidarietà dell’Unione Europea e affidati alla Protezione Civile. Le spese sostenute per l’emergenza dalla Regione Marche ammontano a 417,5 milioni, quella degli Enti locali a più di 400 milioni.

Il punto con David Piccinini, capo della Protezione Civile Regionale

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Linda Cittadini

Giornalista professionista dal 2009, lavora per E'tv Marche, il canale 12 del digitale terrestre occupandosi di tg e approfondimenti tra cui "Sibilla, le voci della ricostruzione", progetto editoriale dell'emittente che ogni mercoledì alle 21,30 racconta la nuova vita delle persone e dell'Appennino centrale, dopo il terremoto del 2016.

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