Post sisma, via dagli alberghi entro fine mese. “Qui non ci sono case in affitto, dove andiamo?” – VIDEO

Con la nuova ordinanza della protezione civile c’è l’uscita dagli alberghi per 120 persone entro il 30 giugno. E non si prevedono più deroghe. Succede nelle Marche colpite dal sisma di ormai quasi quattro anni fa. Situazione particolarmente delicata a Tolentino, dove ancora non sono stati consegnati gli appartamenti del post terremoto in alternativa alle Sae.

TOLENTINO – Con la nuova ordinanza della protezione civile c’è l’uscita dagli alberghi per 120 persone entro il 30 giugno. E non si prevedono più deroghe. Succede nelle Marche colpite dal sisma di ormai quasi quattro anni fa. Situazione particolarmente delicata a Tolentino, dove ancora non sono stati consegnati gli appartamenti del post terremoto in alternativa alle Sae. La situazione coinvolge anche coloro che sono usciti dalle loro case, lesionate in modo lieve, per consentire i lavori e dovrebbero andare in affitto anche per pochi mesi. “Cercheremo soluzioni per rispondere alle esigenze di tutti”, dice il sindaco Giuseppe Pezzanesi.

La situazione a Tolentino

Le spine della nuova ordinanza: perde il Cas chi nel frattempo ha acquistato una casa. Con il correttivo dell’ordinanza sul contributo di autonoma sistemazione viene dato un colpo di spugna per chi, pur di restare sul territorio dopo il sisma di ormai quattro anni fa, ha messo mano ai propri risparmi e ha acquistato una nuova abitazione. La modifica del 28 aprile, rispetto all’ordinanza del novembre 2019, taglia il diritto all’aiuto mensile a coloro che proprio dopo il terremoto hanno acquistato un’abitazione per viverci e non fa più distinzione rispetto al fatto se la casa fosse stata acquistata prima o dopo il sisma. Una condizione ritenuta ingiusta da chi ha acquistato casa prima dell’ordinanza stessa che prevede invece per chi acquista ora un contributo forfettario mensile per un periodo di dodici mesi per i conduttori e comodatari, o 3 anni per i proprietari invece del Cas. 

La storia di Roberto Rossini di Camerino

I costi dell’emergenza: ci sono ancora le messe in sicurezza. Poi c’è il nodo delle messe in sicurezza degli edifici, nel limbo tra emergenza e ricostruzione, con il rischio paventato che possa ricadere sui privati il costo di paratie,  travi e tiranti per tener su gli edifici lesionati dal terremoto, ancora in attesa della ricostruzione. Sul punto il commissario al sisma Giovanni Legnini ha fatto sapere di essersi confrontato con il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli che avrebbe confermato che l’onere non ricadrà sui proprietari degli edifici.

Il punto con il responsabile della Protezione Civile delle Marche David Piccinini

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Linda Cittadini

Giornalista professionista dal 2009, lavora per E'tv Marche, il canale 12 del digitale terrestre occupandosi di tg e approfondimenti tra cui "Sibilla, le voci della ricostruzione", progetto editoriale dell'emittente che ogni mercoledì alle 21,30 racconta la nuova vita delle persone e dell'Appennino centrale, dopo il terremoto del 2016.

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