Post sisma e post covid, l’allarme: “Qui sempre peggio, rischiamo di chiudere” – VIDEO

L’allarme lanciato da Federica Tassi, giovane titolare di un bar ad Arquata del Tronto. “Ho perso il 50% dei clienti, per riaprire dopo il terremoto abbiamo preso dei mutui. La situazione è sempre più difficile”.

La testimonianza di Federica

ARQUATA DEL TRONTO – Dietro i pannelli di plexiglass di protezione e la mascherina sul viso, quello che mandano gli occhi verdi di Federica Tassi, è un grido di allarme. Il suo bar che omaggia nel nome la più antica abitante di queste montagne, la Sibilla, prima del terremoto si trovava nel paese delle fate, a Pretare, frazione di Arquata del Tronto, devastata dal terremoto del 2016. E’ stato delocalizzato due anni fa nella “Cittadella delle attività” lungo la Salaria, a Pescara del Tronto, altro punto simbolo della grande devastazione di ormai quasi quattro anni fa. Ora il post Covid è un’altra fase di grande difficoltà, a tratti doppia in queste zone. Manca ancora il passaggio che veniva dal Lazio, i confini tra regioni sono ancora blindati in virtù del Dpcm Coronavirus, i cantieri avviati sono pochi e sono partiti lentamente. Un’altra difficoltà che mette a dura prova chi, come Federica, ha deciso di restare e investire sul territorio.  

Linda Cittadini

Giornalista professionista dal 2009, lavora per E'tv Marche, il canale 12 del digitale terrestre occupandosi di tg e approfondimenti tra cui "Sibilla, le voci della ricostruzione", progetto editoriale dell'emittente che ogni mercoledì alle 21,30 racconta la nuova vita delle persone e dell'Appennino centrale, dopo il terremoto del 2016.

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