La provincia di Pesaro per la prima volta a “contagi zero”. Quasi 4000 tra dimessi e guariti. Ancora una vittima

Per la prima volta la provincia di Pesaro a “contagi zero”. Quattro nuove positività in totale nelle Marche su 559 nuove diagnosi effettuate: una a Macerata, una ad Ancona, una a Fermo e una fuori regione.

PESARO URBINO – Un segnale importante: per la prima volta la provincia di Pesaro Urbino, la più colpita nelle Marche, è a “contagi zero” da Coronavirus. Emerge dall’ultimo report del Gores (Gruppo regionale per le emergenze sanitarie) in cui emergono quattro positività su 559 nuove diagnosi effettuate. I positivi riscontrati sono uno a Macerata, uno ad Ancona, uno a Fermo e uno fuori regione. A questo percorso si aggiungono i tamponi dei percorsi guariti e sierologici, puntualizza ancora il Gores. https://www.regione.marche.it/portals/0/Salute/CORONAVIRUS/DatiGORES/GORES%20BLU%2023-05%20.pdf

Una notizia tanto attesa per Pesaro. Un altro zero che aspettavamo da tempo: è la dimostrazione che i sacrifici fatti nei mesi passati hanno funzionato. Ora è fondamentale non abbassare la guardia perché il virus non è sconfitto. Ci sono ancora positivi non guariti e asintomatici che non sanno di esserlo». Lo scrive Matteo Ricci su facebook. Evidenzia il sindaco: «Godiamoci quindi questa bella notizia, ma mi raccomando grande cautela e prudenza: stiamo sparsi, mettiamo la mascherina e manteniamo le distanze».

La situazione ospedaliera. Sul fronte ospedaliero si allerisce la pressione ulteriormente: calano ancora i ricoverati che attualmente sono 115, di cui 15 in terapia intensiva. Quasi 4000 il totale dei dimessi e dei guariti. Diminuiscono anche le persone in quarantena che ora sono 3.771 (190 in meno. Dei 6.701 casi positivi totali la provincia di Pesaro Urbino, che non ha avuto tamponi positivi nelle ultime 24 ore, resta a 2.738 contagi, Ancona è a 1.863, Macerata a 1.114, Fermo a 465, mentre Ascoli Piceno resta ferma a 290. Ci sono poi 231 casi positivi di fuori regione.

Il dato più doloroso. I decessi salgono a 994: un’altra vittima nelle ultime 24 ore.Si tratta di un 70enne di Ancona, spirato all’ospedale regionale di Torrette.

La replica della Regione all’articolo del “Corriere della Sera”. Non corrisponde a verità il dato riportato oggi dal Corriere della Sera secondo cui la Regione Marche “da un giorno all’altro, ha iniziato a conteggiare e comunicare solo i casi dei pazienti sintomatici”, fa sapere la Regione.
I casi positivi nel territorio della Regione Marche, gli stessi che vengono inseriti quotidianamente nel database predisposto dall’Istituto superiore di Sanità,  risultano essere tutti i nuovi casi rilevati con primo tampone positivo, senza distinguere la presenza o meno di sintomatologia, la quale viene valutata attraverso l’indagine epidemiologica.La percentuale dei casi rilevati dal 10 di maggio al 21 si distribuisce come segue: il 52,6% dei casi rilevati risultano essere da persone asintomatiche (1 su 2 non risulta avere sintomi), il 23,1% dei casi positivi risultano essere da pauci-sintomatici e il 24,4% risultano da persone con sintomatologia lieve sintomatica. Analizzando la distribuzione nel tempo dello stato clinico dei soggetti con primo tampone positivo si rileva la seguente distribuzione: i soggetti asintomatici dal 15 di maggio risultano essere una media del 66,7% dei casi rilevati, i soggetti pauci-sintomatici dal 15 di maggio risultano essere il 33,32% e i soggetti con indicato stato clinico lieve non si rilevano negli ultimi 7 giorni. Con l’aumento delle guarigioni in un primo momento e poi con la sperimentazione dei test sierologici, a questo percorso diagnostico si sono aggiunti il percorso guariti (verifica del doppio tampone negativo) e il percorso sierologico (verifica dei risultati positivi al test attraverso tampone)”.

Linda Cittadini

Giornalista professionista dal 2009, lavora per E'tv Marche, il canale 12 del digitale terrestre occupandosi di tg e approfondimenti tra cui "Sibilla, le voci della ricostruzione", progetto editoriale dell'emittente che ogni mercoledì alle 21,30 racconta la nuova vita delle persone e dell'Appennino centrale, dopo il terremoto del 2016.

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