Meno di 5 euro l’ora per lavorare nei campi. Caporalato nel Senigalliese – VIDEO

SENIGALLIA – Dal Pakistan alla provincia di Ancona con la chimera di una nuova vita, migliore. Circa 30 migranti si erano resi disponibili a lavorare nei campi a una paga misera, convinti che quelle condizioni di lavoro fossero soltanto un passaggio obbligato e temporaneo prima di un vero futuro in Italia. E invece sono finiti nella rete del caporalato a Senigallia, con i loro presunti sfruttatori che avrebbero tolto loro ulteriori soldi per il vitto, l’alloggio ed eventuali spese di trasporto sui luoghi di lavoro. Alla fine, nelle tasche dei pakistani sfruttati restavano meno di 5 euro all’ora.

Fino a qualche giorno fa, quando gli agenti della Squadra Mobile di Ancona, guidata dal capo Carlo Pinto, sono arrivati nella “casa” in cui i vari braccianti vivevano insieme. Tutti “incastrati” nel sottotetto di un locale semi-diroccato in condizioni igieniche e sanitarie alquanto precarie. Secondo l’indagine durata altro un anno, dal 2019 al 2020, a gestire le file dello sfruttamento del lavoro erano due soci pakistani di 55 e 25 anni regolari in Italia, rispettivamente titolare e cogestore di una sorta di agenzia interinale, il cui compito era quello di rintracciare manodopera da mandare nei campi a raccogliere frutta e ortaggi per conto di imprese terze.

Da parte di queste i documenti erano tutti in regola perché figuravano paghe e orari in regola con il contratto collettivo nazionale. Ma la realtà sarebbe stata ben differente: in busta paga, veniva riportato un monte ore inferiore a quello effettivamente svolto dai lavoratori, omettendo le effettive giornate di lavoro nel Libro unico dipendenti.

Alla fine, anche grazie al lavoro dell’Ispettorato territoriale del lavoro di Ancona, che ha analizzato e sviluppato tutti gli aspetti lavorativi e contrattuali, il 25enne è stato arrestato, mentre il 55enne è stato denunciato. L’accusa è l’intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, ma la polizia contesta loro anche episodi di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Leave a Response