Rapid test, Galli: “più veloci, ma non sostituiscono i tamponi” – VIDEO

ANCONA – Più semplici, più veloci, meno costosi. La spinta all’utilizzo dei rapid-test, o pungidito, nella fase 2 arriva dall’infettivologo Massimo Galli, direttore di Malattie Infettive all’ospedale Sacco di Milano, durante uno webinair organizzato dall’azienda anconetana Innoliving.

L’opportunità dei rapid test è la finestra temporale nella quale vengono svolti. La positività di una persona contagiata è rilevata dal tampone dal momento dei primi sintomi, mentre le IgM e IgG, gli anticorpi del Coronavirus, compaiono a partire dall’inizio della seconda settimana circa a partire dall’incubazione del virus. I rapid test insomma sono utili per uno screening epidemiologico della popolazione, ma non si sostituiscono al tampone.

Semmai i due strumenti sono complementari, perché ancora non c’è sicurezza scientifica che la presenza di anticorpi corrisponda alla fine della positivtà e quindi all’incapacità di infettare ancora. Di qui l’assunto che i test sierologici non danno alcuna patente d’immunità.

Le regioni si sono mosse in maniera diversificata, ma il presidente Luca Ceriscioli ha di recente aperto all’utilizzo dei rapid test anche nelle Marche.

Galli ha riportato indietro l’orologio molecolare del Covid: è arrivato in Italia a gennaio.

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