Dai nidi alle superiori, i dubbi e gli appelli di dirigenti e insegnanti

ANCONA – Attendono di capire come poter riaprire le porte ai loro bambini gli asili nido delle Marche, che su questo tema aspettano un protocollo dalla Regione che ancora non c’è.
Oltre alla data della ripartenza mancano infatti anche le linee guida da seguire per poter accogliere i bambini che in realtà come l’agrinido gestito da Allerina di Feliciantonio accoglieva in estate anche iscritti fino ai 6 anni di età per i centri estivi. Si sentono abbandonati gli educatori della fascia 0-3 dove oltre all’incognita della riapertura, racconta Allerina c’è anche il ritardo della cassaintegrazione.

Ma il tema della ripartenza solleva dubbi in tutto il settore scolastico. Se dimezzare, dividere, distanziare è il mantra che guiderà le decisioni per il ritorno in classe a settembre, come ribadito dal comitato tecnico scientifico del ministero della Salute, non mancano perplessità dai dirigenti scolastici su come attuarlo.Alle elementari per far tornare tutti a scuola ma divisi in gruppi da 10-12 bisognerebbe aumentare le classi di una volta e mezza. Mentre per le superiori tra le ipotesi c’è quella della didattica mista metà in classe e metà a casa. Una soluzione che solleva nuovamente i dubbi sulla didattica a distanza: dalla mancanza di una rete efficiente su tutto il territorio nazionale al fatto che non sia una risposta adeguata per tutte le fasce d’età.

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