Fase 2, no ai ragazzi in strada: “Riapriamo i Centri sportivi” L’appello di Schiavoni, Patron della Giovane Ancona: “Fateci accudire i nostri giovani”

Scuola Calcio Giovane Ancona Coronavirus Schiavoni Maurizio Socci

Se li ricorda ancora gli anni per strada, Sergio Schiavoni. Rincorrere una palla di pezza su e giù per le strade di Ancona, tra pedoni e macchine, gridando “Miserocchi, gool!”. Quanti rischi, quante cadute, “e quanta paura per i miei genitori” ricorda il Presidente di Imesa e grande appassionato di Calcio.


“Per questo, per tenere i ragazzi lontani dai pericoli della strada, accettai subito di affiliare la Scuola Calcio Giovane Ancona – continua Schiavoni – alla AC Ancona, quando ne ero Presidente, e poi di sostenerla successivamente quando la mia famiglia lasciò il calcio professionistico. Per me la Giovane Ancona è una Società modello, scelta come partner dall’Atalanta, con il Presidente Franzoni e il Consiglio Direttivo a guidare oltre 350 persone, tra tesserati, tecnici e accompagnatori”.


Oggi l’attività sportiva è ferma, causa Covid: campionato annullato, allenamenti ufficiali sospesi. “I nostri ragazzi ora che siamo nella Fase 2 possono correre da soli, nei parchi, in giro sui marciapiedi, o chissà dove, come facevo io da ragazzino”. Ma Schiavoni non ci sta. “Il problema è proprio questo. Che senso ha esporre i nostri giovani ai rischi del passato, e tenere strutture professionali con reti, cancelli, defibrillatori, materiale sanitario fermo? E’ un controsenso”.


Da qui la proposta del Patron: “Con Franzoni, e il nostro Staff lanciamo questa proposta: fateci aprire gli impianti, fateci accudire i nostri giovani. I nostri tecnici vigileranno su di loro, eviteranno contatti ravvicinati, saranno pronti a intervenire in caso di bisogno. Meglio così, che per strada, o no?” esorta il Patron.


“Mettiamo a disposizione delle autorità la nostra esperienza, mutuata dalla collaborazione con l’Atalanta – conferma il Presidente Diego Franzoni – c’è uno spazio di manovra indicato dallo stesso tavolo Interministeriale, che con i sindaci sta lavorando alle regole per il Piano per l’infanzia e l’adolescenza. Le proposte finora avanzate – che interessano le modalità attraverso le quali i bambini e gli adolescenti potranno uscire dall’isolamento e usufruire di servizi educativi – riguardano le attività in spazi aperti accessibili a piccoli gruppi e l’attività dei centri estivi, in collaborazione con il mondo sportivo e del terzo settore.

Noi siamo qui – conferma Franzoni – siamo pronti a elaborare con le Istituzioni competenti, con Coni e Figc che invitiamo al campo, con la collaborazione anche dell’Amministrazione Comunale, un protocollo che restituisca ai nostri giovani la possibilità di tornare a giocare e divertirsi in sicurezza. Abbiamo visto lo stesso approccio – continua Franzoni – per la questione aperture delle Parrucchiere, crediamo che si possa fare lo stesso lavoro empirico di stesura sul campo di un regolamento. Speriamo che altre società condividano l’appello del Patron Schiavoni”.


Vero, non c’è un campionato da vincere, no c’è una partita da preparare, “non ci sono i tre punti da conquistare – conferma il responsabile del Settore tecnico Sandro Santini – ma c’è molto di più in palio: educazione, divertimento, amicizia, spensieratezza. Questi sono da sempre i veri motivi del calcio di settore Giovanile. Mai come oggi sarebbe importante ripartire da questi valori per insegnare ai nostri ragazzi che il calcio è un gioco bello sempre, anche se non si gioca la domenica”.

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