Post sisma, aspettando la svolta di una “quarantena” lunga quattro anni – VIDEO

Lunedì 4 maggio ripartono anche i cantieri, quei pochi erano partiti nel post sisma, nel Centro Italia. Nello stesso giorno, a Camerino, è atteso il commissario al sisma Giovanni Legnini, per verificare lo stato delle messe in sicurezza del centro storico e i lavori che possono ora ripartire al mattatoio comunale. La fase 2 dell’emergenza sanitaria segna anche un nuovo inizio con le ultime ordinanze emanate dal commissario.

Una sintesi della conferenza stampa on line del commissario al sisma Giovanni Legnini

ANCONA – Lunedì 4 maggio ripartono anche i cantieri, quei pochi erano partiti nel post sisma, nel Centro Italia. Nello stesso giorno, a Camerino, è atteso il commissario al sisma Giovanni Legnini, per verificare lo stato delle messe in sicurezza del centro storico e i lavori che possono ora ripartire al mattatoio comunale. La fase 2 dell’emergenza sanitaria segna anche un nuovo inizio con le ultime ordinanze emanate dal commissario.  C’è quella che riguarda il trasferimento di fondi di 30 milioni di euro per  gli interventi per la sicurezza dei luoghi di lavoro e ora finalizzati anche all’adeguamento alle nuove norme anti Covid-19  in tutte le aziende del cratere e nei cantieri della ricostruzione; l’’ordinanza delega per i comuni che si sono proposti per trattare le pratiche ma i Comuni che hanno richiesto di svolgere direttamente questo compito sono solo 17, sui 138 del cratere: 5 in Umbria e 12 in Abruzzo. . E le più attese che riguardano la semplificazione e l’ordinanza per i comuni più colpiti. Accelerare dunque con tempi certi sull’approvazione dei progetti di ricostruzione. 

Ordinanza semplificazione: ridurre il tempo della pratica da tradurre in cantiere • Tempi certi per le pratiche e la concessione del contributo, 70 giorni nei casi più semplici, 130 al massimo in quelli più complessi. Oggi il tempo medio di percorrenza di una pratica è di 337 giorni nelle Marche, 281 in Lazio, 258 in Abruzzo, 203 Umbria. • Definizione puntuale dei compiti di professionisti, comuni, uffici speciali, conferenze di servizio, con la previsione di disposizioni mirate a rafforzare l’effettività degli impegni, quali il dovere d’ufficio di partecipazione alle riunioni, il principio di leale collaborazione tra progettisti, Comuni e Usr, le conseguenze in caso di silenzio inadempimento, l’attivazione dei poteri sostitutivi da parte del Commissario. • Certificazione e asseverazione dei progetti allegati alle domande di contributo e di diversi altri adempimenti con l’utilizzo della Scia da parte dei tecnici abilitati, che vengono qualificati come incaricati di un servizio di pubblica utilità, e ai quali si riconosce un aumento delle parcelle. • Lo Stato torna a fare il suo mestiere, non più ingegnere, ma controllore, ed erogatore: l’attività degli Uffici, finora assorbita in prevalenza dall’istruttoria delle pratiche, sarà concentrata sui controlli preventivi (1 domanda su 5 a estrazione), e successivi al contributo. Si prevede che i controlli riguarderanno almeno un terzo delle pratiche.Le nuove procedure semplificate per la presentazione delle pratiche si applicheranno alla gran parte dei progetti di ricostruzione, cioè a tutti gli interventi di importo fino a 600 mila euro per il danno lieve e 2 milioni di euro per il danno grave alle singole unità immobiliare, e 7,5 milioni di euro per gli aggregati volontari o obbligatori.
Il professionista abilitato assume la qualità di esercente un servizio di pubblica necessità e nella richiesta di contributo attesta la conformità edilizia del progetto attraverso la Scia, la conformità urbanistica, l’importo concedibile. Per questo tipo di interventi viene riconosciuta ai professionisti una maggiorazione dei compensi, che salgono al 12,5% per lavori fino a 500 mila euro, al 10% per quelli fino a 2 milioni, al 7,5% per quelli oltre i 2 milioni, cioè i livelli massimi previsti dalla legge sul sisma.
Dal momento della presentazione della domanda l’Ufficio Speciale e i Comuni procedono parallelamente. L’Usr verifica la completezza delle certificazioni asseverate dal professionista e la documentazione e di norma procede entro 60 giorni ad adottare la proposta di contributo. Il termine massimo per la conclusione del procedimento è di 90 giorni se le domande sono sottoposte alla verifica preliminare. I termini possono essere sospesi una sola volta e per un massimo di 30 giorni.
I controlli dell’Ufficio sono effettuati a campione e sono di tipo preventivo, sul 20% delle domande presentate, e successivo alla concessione del contributo, in misura del 10%. Gli Usr possono sempre procedere a controlli nel corso dei lavori.Se a causa del sisma o per motivi di forza maggiore il titolo edilizio dell’edificio per cui si richiede il contributo non sia più disponibile, il professionista abilitato può limitarsi ad accertare la conformità dell’intervento proposto all’edificio preesistente al sisma. In questo caso si esprime la Conferenza regionale, sempre sulla legittimità del vecchio edificio e l’assenza di vincoli di inedificabilità. La partecipazione dei componenti alla Conferenza, che ha 30 giorni di tempo per esprimersi, è definito esplicitamente dovere d’ufficio.
L’Ordinanza prevede che non sia richiesta l’autorizzazione, e dunque non sia necessario il passaggio nella Conferenza, per i beni di interesse paesaggistico, e tutti gli interventi già esentati dalla normativa ordina.

Il primo elenco dei comuni più colpiti

Ordinanza comuni più colpiti. In attuazione della Legge 156 del 2019 si definisce un primo elenco di comuni “maggiormente colpiti” dal sisma del 2016 nei quali la ricostruzione può avvenire attraverso i Piani Straordinari di Ricostruzione, dunque con una serie di deroghe alla normativa urbanistica.

Il problema delle macerie. Il direttore del consorzio Cosmari nelle Marche Giuseppe Giampaoli lamenta fatture scadute per 4,8 milioni, e ce ne sono altre in via di emissione per altri 3,4 milioni di euro. Dunque più di 8 milioni di euro. Il commissario alla ricostruzione post sisma, Giovanni Legnini, si è detto “pronto a reperire le risorse necessarie e liquidare le somme dovute per lo smaltimento delle macerie”. “Quello delle macerie è un problema serio che sto affrontando e conto di definirlo in tempi stretti”, ha detto in conferenza stampa rispondendo a E’tv Marche. Il tema fino a oggi non era di competenza del commissario, ma in capo al Dipartimento della Protezione civile nazionale. “Ho chiesto – ha aggiunto il commissario – di procedere a delle verifiche amministrative e finanziarie. Per questa attività erano stati destinati 100 milioni di euro che sembrerebbe siano esauriti e quindi, se così fosse, saremmo chiamati a reperire nuove risorse, così da provvedere a liquidare le somme”.


poi le richieste al governo 

Il problema delle macerie. Il direttore del consorzio Giuseppe Giampaoli lamenta fatture scadute per 4,8 milioni, e ce ne sono altre in via di emissione per altri 3,4 milioni di euro. Dunque più di 8 milioni di euro.

Linda Cittadini

Giornalista professionista dal 2009, lavora per E'tv Marche, il canale 12 del digitale terrestre occupandosi di tg e approfondimenti tra cui "Sibilla, le voci della ricostruzione", progetto editoriale dell'emittente che ogni mercoledì alle 21,30 racconta la nuova vita delle persone e dell'Appennino centrale, dopo il terremoto del 2016.

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