Tre anni senza Scarponi. “Michele sta al ciclismo come gli alberi stanno alla Terra”

FILOTTRANO – Tre anni senza Michele Scarponi, l’Aquila di Filottrano. Le Marche e il loro primo rappresentante istituzionale, il governatore Luca Ceriscioli, ricordano oggi il terzo anniversario della scomparsa del ciclista, avvenuta vicino casa durante un allenamento. Il campione è morto a 37 anni mentre pedalava, travolto da un furgone.

Scarponi in carriera ha conseguito una trentina di vittoria importanti, da gregario e da protagonista, nel palmares. Perse la vita alla vigilia del Giro d’Italia 2017 che avrebbe affrontato con il team dell’Astana e la maglia da capitano. Un campione che ha regalato tanto al ciclismo moderno e alla sua regione.

“Un uomo e un atleta sempre positivo e legatissimo alla sua terra, le nostre splendide Marche. Un campione in bici e nella vita di tutti i giorni – scrive Ceriscioli –. Non dimentichiamo che una delle ultime inaugurazioni prima dell’emergenza è stato il bike park intitolato proprio a lui nel Comune di Fermignano e ci piace immaginare il momento in cui torneremo a pedalare nei parchi e lungo le strade della nostra bella regione”.

Anche il sindaco di Filottrano ha voluto ricordare un concittadino alla mano prima che illustre. “E’ una ferita che non rimargina la perdita del nostro campione.- scrive la sindaca Lauretta Giulioni – Quell’Aquila che volava alta e che ha raggiunto traguardi impervi, ha lasciato un grande vuoto nel cuore della nostra comunità. Ma la sua stella, come sempre, brilla ancora attraverso l’esempio di vita sportivo e umano che ci ha consegnato con l’impegno di custodirlo e tramandarlo alle giovani generazioni”.

La parole che raccontano meglio l’uomo e lo sportivo però sono ‘scolpite’ e incorniciate sul portale della Fondazione che porta il suo nome, è presieduta da Marco Scarponi, suo fratello e si batte per la sicurezza e la tutela di tutti gli utenti della strada.

“Michele sta al ciclismo come gli alberi stanno alla Terra. – si legge in un post sulla pagina ufficiale – Il ciclismo è molto più di uno sport e Michele non è solo un ciclista. Michele è un bambino e un uomo, capitano e gregario, umano e campione. Michele ha avuto, ha ed avrà sempre la forza di riportare la bicicletta alla sua essenza: la provincia, la fuga solitaria verso orizzonti diversi, la fatica e la gioia. La festa soprattutto. Michele è il primo giorno. E’ il padre che insegna al figlio a stare in equilibrio sulla bici e, nello stesso tempo, è il figlio che lascia la presa, cade, si rialza e ci riprova, fino a quando correrà, indipendente, alla scoperta del mondo. Con le ali larghe, a ruota del Sogno. “Inseguite un sogno perché magari, a volte, il sogno si realizza” aveva detto. Il nostro sogno è Michele. E’ una strada senza più vittime della violenza”.

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