Il focolaio di Pesaro: l’aumento della mortalità a tre cifre dopo il Covid-19

Nembro, Bergamo, Piacenza e Pesaro. Il comune marchigiano supera anche Cremona, Parma, Brescia e Milano, nella più triste delle classifiche: quella per l’aumento della mortalità nei tragici mesi di emergenza sanitaria da Coronavirus.

La rielaborazione Istat

ANCONA – Nembro, Bergamo, Piacenza e Pesaro. Il comune marchigiano supera anche Cremona, Parma, Brescia e Milano, nella più triste delle classifiche: quella per l’aumento della mortalità nei tragici mesi di emergenza sanitaria da Coronavirus. Rispetto al 2019, lacrime e bare accelerano alla velocità delle tre cifre: più 184,5% rispetto a marzo di un anno fa. Emerge dai dati elaborati dall’Istat ( https://www.istat.it/it/archivio/240401), rispetto ad alcuni comuni selezionati, tra cui Pesaro appunto,  con aggiornamenti settimanali che fanno emergere lampante e cruda l’impennata nei decessi tra febbraio e marzo 2020, allo specchio rispetto ai dati di dodici mesi prima. Lo studio si ferma al 21 marzo ma il bollettino del Gores, Gruppo operativo regionale per le emergenze sanitarie non si è fermato nella sua conta di fine giornata.

Dall’Ufficio anagrafe del Comune di Pesaro

Nel periodo preso in considerazione dall’Istituto Nazionale di Statistica, i decessi a Pesaro, nel 2019 erano 66, 188 nel 2020. In pratica triplicati. Più nel dettaglio, stando ai dati dell’Ufficio anagrafe del comune pesarese, il marzo nero della città di Rossini, si stringeva nel lutto per 307 concittadini persi, molti dei alla resa della battaglia contro il nemico invisibile. E sono molti di più rispetto agli 89 del 2019, nello stesso mese e gli 84 del 2017  e del 2018. Tra i comuni in esame dalla rielaborazione dell’Istat sulle prime tre settimane di marzo, c’è anche la vicina Fano che, come annunciato del sindaco Massimo Seri si prepara nel post a ricordare e commemorare le sue vittime quando le condizioni lo consentiranno, conta, rispetto all’anno scorso il 64,2% in più di decessi. Pochi caselli autostradali verso sud c’è Senigallia, dove si è registrato un aumento della mortalità del 46%. Il dolore corre sulla dorsale adriatica, lasciando le spiagge vuote e il lutto senza un abbraccio o un fiore. Resta solo una preghiera, soffocata nella gabbia di una mascherina.

I dati della giornata di oggi (14.04.2020)

La provincia più colpita. Nelle ultime 24 ore nelle Marche sono decedute causa Coronavirus 15 persone e dunque sale a 728 il numero delle vittime, di cui 409 nella provincia di Pesaro Urbino. L’età media delle persone che hanno perso la vita è di 79 anni e il 94,5% era affetto da patologie pregresse. Dall’ultimo report del Gores emerge che tra i 5426 casi positivi scoperti con i tamponi, 2195 sono proprio della provincia pesarese. Si comincia a respirare negli ospedali: attualmente ci sono 12 persone ricoverate in terapia intensiva nell’azienda ospedaliera Marche Nord (31 sono attualmente nell’omologo reparto di Ancona), mentre 32 persone in area semi intensiva al San Salvatore di Pesaro. Nella provincia di Pesaro ci sono attualmente 3813 persone in isolamento domiciliare, tra cui 346 operatori sanitari. Nelle ultime 24 nelle Marche salgono a 1603 le persone dimesse e guarite.

Linda Cittadini

Giornalista professionista dal 2009, lavora per E'tv Marche, il canale 12 del digitale terrestre occupandosi di tg e approfondimenti tra cui "Sibilla, le voci della ricostruzione", progetto editoriale dell'emittente che ogni mercoledì alle 21,30 racconta la nuova vita delle persone e dell'Appennino centrale, dopo il terremoto del 2016.

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