Autismo e Coronavirus: la storia di Leonardo – VIDEO

Questo ragazzo dagli occhi blu ha 23 anni e si chiama Leonardo Santilli, ed è uno primi ragazzi autistici a frequentare il conservatorio Rossini di Pesaro. Segue le lezioni al pc, è questa è una delle certezze di cui tanti ragazzi come lui hanno bisogno, in questi giorni di  emergenza sanitaria e isolamento forzato. Sono giorni ancora più difficili soprattutto per le famiglie e i ragazzi che rientrano nello spettro autistico.

ANCONA – Questo ragazzo dagli occhi blu ha 23 anni e si chiama Leonardo Santilli, ed è uno primi ragazzi autistici a frequentare il conservatorio Rossini di Pesaro. Segue le lezioni al pc: questa è una delle certezze di cui tanti ragazzi come lui hanno bisogno, in questi giorni di  emergenza sanitaria e isolamento forzato. Sono giorni ancora più difficili soprattutto per le famiglie e i ragazzi che rientrano nello spettro autistico.

Le parole d’ordine sono programmazione e progettazione, come racconta la mamma di Leonardo, Silvia Mantini, presidente dell’associazione regionale “Ragazzi Oltre” di Ancona, che da due anni e mezzo, promuove, autofinanziandosi anche attraverso manifestazioni tra cui il concerto che era in programma proprio in questi giorni, progetti lavorativi di apprendistato e uno di vita indipendente per i ragazzi nel centro diurno di via Cialdini, nel capoluogo regionale. Per ora è  tutto rimandato, mentre le necessità sono le stesse per i ragazzi autistici, per i quali è possibile uscire all’aria aperta, per muoversi e calmarsi, in virtù di un’ordinanza regionale firmata dopo il Dpcm sul contenimento del contagio. Manca però l’educativa domiciliare, ma con le dovute garanzie per i ragazzi e le famiglie: ovvero tamponi e dispositivi agli educatori per farli tornare a casa dei ragazzi.

Linda Cittadini

Giornalista professionista dal 2009, lavora per E'tv Marche, il canale 12 del digitale terrestre occupandosi di tg e approfondimenti tra cui "Sibilla, le voci della ricostruzione", progetto editoriale dell'emittente che ogni mercoledì alle 21,30 racconta la nuova vita delle persone e dell'Appennino centrale, dopo il terremoto del 2016.

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