Più casa, meno ospedale: ecco “l’Unità Speciale” Usca

La Regione: “Queste Unità garantiscono la presa in carico dei pazienti sintomatici o sospetti che non richiedono ricovero ospedaliero ma che hanno necessità di essere monitorati. Dovranno effettuare anche tamponi domiciliari dei pazienti sintomatici”.

Per l’emergenza Covid-19, la Regione Marche ha fornito ulteriori indicazioni, impartite dall’Asur, per l’operatività domiciliare delle Unità Speciali di Continuità Assistenziale (USCA) nella gestione dei casi accertati o sospetti. Le disposizioni servono a “uniformare la composizione e le modalità operative delle (Usca). L’Asur sta attivando le Unità speciali di continuità assistenziale presso i distretti delle Aree vaste: una Usca ogni 50 mila abitanti”.

Le nuove disposizioni prevedono che “le unità, operative 7 giorni su 7 dalle 8 alle 20, siano composte da almeno due operatori (due medici o un medico e un infermiere), coordinate da un medico di medicina generale ‘senior’, convenzionato da più di dieci anni, anche mediante disponibilità telefonica e supportate da un pediatra di libera scelta con disponibilità telefonica”.

Coerentemente con le disposizioni nazionali, fa sapere la Regione “queste Unità garantiscono la presa in carico dei pazienti sintomatici o sospetti che non richiedono ricovero ospedaliero ma che hanno necessità di essere monitorati”. Le stesse Usca “dovranno effettuare anche tamponi domiciliari dei pazienti sintomatici. Equipaggiate con i dispositivi di sicurezza individuali idonei, consentiranno interventi precoci, riducendo i tempi di attesa per tamponi e interventi assistenziali e prevenendo, ove possibile, l’acuirsi della malattia, riducendo, in questo modo, eventuali necessità di ricovero”.

Con le “nuove modalità operative, ora uniformi su tutto il territorio regionale, sarà garantita una maggiore capillarità e tempestività degli interventi”.

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