Frana ad Arquata: Colle isolata. Il centro Italia terremotato sarà “la terra dei due post” – VIDEO

Prima la neve copiosa, poi la pioggia: un combinato diabolico che causato una frana del versante e grossi massi caduti ad Arquata del Tronto. E’ successo nella mattinata: proprio in quel momento stava passando una vettura con due ragazze a bordo che per un pelo hanno evitato le grosse rocce cadute.

ARQUATA – Prima la neve copiosa, poi la pioggia: un combinato diabolico che causato una frana del versante e grossi massi caduti ad Arquata del Tronto. E’ successo nella mattinata: proprio in quel momento stava passando una vettura con due ragazze a bordo che per un pelo hanno evitato le grosse rocce cadute. Altre transenne, altri problemi nel percorso a ostacoli nell’area del centro Italia colpita dal sisma del 2016. Qui siamo in uno dei paesi rasi al suolo dal sisma del 2016, lungo la Strada Provinciale 20 Colle-Trisungo che collega le due frazioni. Nonostante i lavori di messa in sicurezza del versante, tiranti e paramassi, c’è stato un importante smottamento che di fatto ha ostruito la strada, isolando in parte la frazione di Colle, una delle meno danneggiate dai terremoti di ormai quattro anni fa e dove sono da poco tornate a vivere circa 80 persone. Ansia su ansia. La strada al momento è chiusa: nel pomeriggio si sono recati sul posto i tecnici, ma la strada è stato chiusa con un’ordinanza. Più in generale, in questa zona, i cantieri, come in tutta Italia, sono fermi per il Coronavirus. Leggi anche http://www.etvmarche.it/2020/03/26/coronavirus-stop-ai-cantieri-del-post-sisma-fondamentale-pagare-subito-le-aziende/

La strada interdetta

Doppia emergenza, “Ora non possiamo contare neanche in un abbraccio”Per le persone che abitano le terre ferite la paura di oggi, quella per la malattia, si somma a quella generata dalla terra che trema in uno stato di emergenza perenne che toglie il sonno. “Da tecnico penso che in quell’area andava fatta una galleria”, dice Sante Corradetti, giovane architetto arquatano innamorato delle sue montagne, tornato ad abitare nella frazione di Colle. “Ora c’è ancora più sconforto. Durante il periodo del terremoto, tra i lutti, le perdite, le sofferenze, potevamo contare almeno in un abbraccio tra di noi. Ora l’emergenza sanitaria per il Codiv-19 ci ha tolto anche questo”.

Il centro Italia attende la “doppia ricostruzione”: la terra dei due post. Nel suo discorso, pochi giorni fa, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha parlato di “ricostruzione” del paese, lanciando lo sguardo al post Coronavirus. Il centro Italia si aspetta una “doppia” ricostruzione, perché la prima, quella del terremoto, non è ancora iniziata, dal punto di vista edilizio, ma anche economico e sociale. Dopo il Coronavirus niente sarà come prima, dicono gli analisti. “Per noi si tratta della seconda volta in quattro anni”, conclude con amarezza Sante.

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Linda Cittadini

Giornalista professionista dal 2009, lavora per E'tv Marche, il canale 12 del digitale terrestre occupandosi di tg e approfondimenti tra cui "Sibilla, le voci della ricostruzione", progetto editoriale dell'emittente che ogni mercoledì alle 21,30 racconta la nuova vita delle persone e dell'Appennino centrale, dopo il terremoto del 2016.

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