Coronavirus, “resto a casa” e il dramma dei senzatetto – VIDEO

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E’ un imperativo per affrontare i giorni di pandemia, per tutelarsi ma soprattutto per proteggere specie le categorie più fragili, quello del “Resto a casa”. La necessaria indicazione per forza di cose non può essere seguita da chi un tetto sulla testa non ce l’ha e, in questa fase, in balia di un destino incerto con il virus che riempie gli ospedali e fa paura. Dopo trent’anni di attività è costretta ad uno storico stop, in questi giorni di pandemia, la “Tenda d’Abramo”, stella polare dell’accoglienza in via Flaminia a Falconara, una tra le poche realtà che conta unicamente sulla forza dei volontari.

La dichiarazione di Angelo Borrelli sulla gestione dei “senzatetto”

FALCONARA – E’ un imperativo per affrontare i giorni di pandemia, per tutelarsi ma soprattutto per proteggere specie le categorie più fragili, quello del “Resto a casa”. La necessaria indicazione per forza di cose non può essere seguita da chi un tetto sulla testa non ce l’ha e, in questa fase, in balia di un destino incerto con il virus che riempie gli ospedali e fa paura.

Rimane chiuso il portone della Tenda d’Abramo. Dopo trent’anni di attività è costretta ad uno storico stop, in questi giorni di pandemia, la “Tenda d’Abramo”, stella polare dell’accoglienza in via Flaminia a Falconara, una tra le poche realtà che conta unicamente sulla forza dei volontari. Sono 220, impiegati nei vari turni giornalieri. Con il Coronavirus, le condizioni di sicurezza da garantire, ai volontari stessi e alle loro famiglie, al momento non ci sono. “Non si riescono a garantire tutti i turni”, dice con amarezza un referente. Da diverse settimane, come hanno fatto, anche le altre strutture di accoglienza, sono stati bloccati gli accessi, accogliendo meno persone per osservare le misure di sicurezza, le distanze necessarie. Gli ultimi a lasciare la struttura e sono in cerca di sistemazione sono cinque uomini di cui tre italiani minacciati dal “virus” della povertà, ancor prima del Covid-19. Proprio per domenica prossima era da mesi in programma l’avvio delle iniziative per il trentennale della struttura. Si legge invece sulla nota firmata dal Consiglio della Tenda di Abramo: “In questi giorni, diversamente, ci troviamo a prendere atto, come Consiglio e volontari che quotidianamente seguono la gestione della casa di accoglienza, della critica situazione sanitaria nazionale. Per ovvie scelte e attenzioni di tutela della salute personale e familiare, oltreché di rispetto delle indicazioni del governo sulla impossibilità di raggiungere la struttura, moltissimi volontari non possono coprire il turno. Dolorosamente occorre sospendere la nostra attività a partire da sabato mattina. Ancora lunedì abbiamo tentato mosse alternative: disinfezione con ditta esterna, rigorosa applicazione delle norme igieniche per ospiti e volontari… che si sommavano al blocco delle nuove accoglienze ormai da giorni. Tutte azioni in coordinamento, oltreché fra le persone del consiglio e i volontari più esperti, anche con la Caritas diocesana, le altre strutture di accoglienza e informando sempre il Comune. Si è sempre detto che la nostra associazione deve garantire a tutti la serenità dello svolgimento del turno: rapidamente a causa del contesto esterno questa è venuta a mancare. Alcune persone hanno manifestato una disponibilità importante a raddoppiare o triplicare la propria presenza, per poter continuare ad aprire il portone di via Flaminia… per questo abbiamo aperto, negli ultimi giorni, con una persona in accoglienza, una in cucina e una per la notte, spesso trovate all’ultimo minuto… a queste persone in particolare, come a tutti: Grazie! …per ora ci sembra inevitabile sospendere… Stiamo pensando, in queste ore ad alternative per i cinque nostri attuali ospiti, alternative difficili e che di fatto non ci sono… molti volontari sono angosciati per la mancanza di diverse soluzioni alloggiative da proporre… tutte le strutture hanno bloccato accessi e molte hanno sospeso. Da sabato la Tenda di Abramo si sposta tutta a Castelferretti… dove i nostri attuali ospiti, che da mesi sono presso il nostro alloggio in affitto, vengono seguiti da Luigi, in modo instancabile. Infine, in questo momento storico, molto delicato per la nostra nazione, dove l’indicazione correttissima generale è di stare a casa, occorre con vigore dare voce alle persone per le quali non è materialmente possibile seguire quanto stabilito dal governo. Per queste persone le autorità competenti dovrebbero pensare e mettere urgentemente in atto delle soluzioni temporanee. In molti si stanno esprimendo a questo proposito, ma ad oggi niente di concreto è stato pensato o tanto meno messo in campo. Non dobbiamo arrenderci alle cose così come sono”.

La mensa di Padre Guido distribuisce un pasto alla volta. Alla mensa del povero, in centro ad Ancona, restano vuoti i tavoli, ma si continua a cucinare per gli indigenti che possono andare a ritirare il “cestino” entrando uno una volta. Resistono ancora pochi ma fondamentali volontari, come racconta Samir, che, tra mille difficoltà, mantenendo le distanze cercano di consegnare un pasto caldo la sera, durante il servizio di strada. Quando tutte le luci si spengono c’è chi resta a “vegliare” le piazze deserte e le stazioni ferroviarie: i senza dimora.

Linda Cittadini

Giornalista professionista dal 2009, lavora per E'tv Marche, il canale 12 del digitale terrestre occupandosi di tg e approfondimenti tra cui "Sibilla, le voci della ricostruzione", progetto editoriale dell'emittente che ogni mercoledì alle 21,30 racconta la nuova vita delle persone e dell'Appennino centrale, dopo il terremoto del 2016.

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