Asili nido privati al collasso. “Chiediamo aiuto alla Regione” – VIDEO

ANCONA – Senza rette, rimangono le spese. E un orizzonte incerto che porta dritto al collasso. Il protrarsi dell’emergenza Coronavirus rischia seriamente di mettere in pericolo la tenuta del sistema dei servizi educativi per l’infanzia gestiti da una varietà di soggetti privati come società, cooperative, aziende agricole.

Gli asili nido sono essenziali per le famiglie, quando entrambi i genitori sono lavoratori ed hanno figli piccoli e non possono avvalersi del supporto dei nonni anziani. Adesso chiedono aiuto alla politica. Circa 250 le strutture che hanno aderito a un coordinamento regionale, firmando una lettera inviata alla Regione Marche per chiedere la convocazione di un incontro finalizzato al sostegno di questo settore dell’economia educativa.

I servizi educativi per l’infanzia sono articolati in nidi e micronidi, in sezioni primavera e servizi integrativi, accolgono bambine e bambini tra 3 e 36 mesi di età. Possono presentare modalità organizzative e di funzionamento molto diverse tra loro, in relazione ai tempi di apertura del servizio e alla loro capacità ricettiva, assicurando il pasto e il riposo, e operano in continuità con la scuola dell’infanzia.

Nelle Marche l’offerta non copre il fabbisogno della domanda e non arriva al parametro del 33% fissato dall’Europa. E se più nidi privati dovesseo arrendersi, ci sarebbero sempre meno servizi educativi.

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