Coronavirus, commercianti divisi tra chi chiude e chi resiste – VIDEO

ANCONA – Tra chi ha scelto di chiudere chi invece finchè potrà continuerà a lavorare, il coronavirus divide i commercianti del centro di Ancona. Passeggiando per Corso Garibaldi sono diverse le attività dai bar, ai ristoranti, alle boutique, ai negozi di grandi marchi che hanno scelto di tenere abbassatte le saracinesche già prima dell’emanazione del nuovo dpcm del 9 marzo che ha esteso le misure per il contenimento del contagio a tutto il territorio nazionale fino al 3 aprile.

Per chi ha scelto di restare aperto stando alle disposizioni le attività di ristorazione e bar sono possibili dalle 6 alle 18, ma con obbligo a carico del gestore di garantire la distanza di sicurezza di almeno un metro, pena la sospensione dell’attività.

Dalla sera sarà invece possibile effettuare consegne a domicilio nelle abitazioni, ma con l’obbligo per gli operatori di indossare guanti e mascherine. Diverse invece le disposizioni per le attività di generi alimentari che potranno restare aperti, ma dovranno garantire il rispetto della distanza interpersonale. Disposizioni queste valide anche per farmacie e parafarmacie.

Sebbene si possa continuare a lavorare, orari ridotti e ansia per il virus continuano a far calare gli incassi di esercenti e commercianti. Un fatto su cui la Confcommercio ha già avviato confronti a livelli nazionale e regionale.

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