Lanterna Azzurra, in aula la banda dello spray, oltre 100 le parti civili – VIDEO

ANCONA – «Ci sono persone che hanno rovinato la nostra vita, finché non arriveremo a giustizia non saremo tranquilli. Spero che gli imputati si facciano un esame di coscienza». Così Francesco Vitali, fratello di Benedetta, una delle sei vittime della strage della Lanterna Azzurra di Corinaldo, al termine della prima udienza del processo che vede accusati sei ragazzi della Bassa Modenese per i fatti dell’8 dicembre 2018. Per tutti si procede con il rito abbreviato.

I giovani, tra i 19 e i 22 anni, presenti in aula, al Tribunale di Ancona, sono accusati di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di furti e rapine, omicidio preterintenzionale, lesioni personali e singoli episodi di furti e rapine in  discoteche di mezza Italia. Compresa la Lanterna Azzurra di Corinaldo, dove , stando all’accusa, spruzzando dello spray al peperoncino causarono la calca in cui morirono schiacciati una mamma di 39 anni e cinque adolescenti e rimasero ferite circa 200 persone. Capi d’accusa su cui  l’avvocato Mario Marchiò, difensore di Souhaib Haddada, uno dei sei giovani accusati, ha annunciato alcune eccezioni.

Più di un centinaio le costituzioni di parte civile avvenute nell’arco dell’udienza tra cui i familiari delle vittime, alcuni dei feriti, il Garante regionale dei Diritti,la società di gestione della discoteca, la Magic srl, i proprietari dell’immobile e il Comune di Corinaldo. Ma su questi ultimi tre che risultano indagati in un’altro filone di inchiesta, alcuni legali dei familiari delle vittime hanno detto che presenteranno memorie.

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