Coronavirus: “Pochi posti letto, ripensare la sanità”

“Abbiamo aumentato di 57 unità i posti letto disponibili nelle Marche”: le dichiarazioni del governatore Luca Ceriscioli per fronteggiare l’emergenza Coronavirus sono state viste come un modo per ottimizzare l’assistenza sanitaria.

Eppure l’aumento delle possibilità di ricovero arriva dopo un progressivo taglio dei posti letto: nelle Marche, come in Italia. Nella nostra regione circa mille posti in meno in 10 anni: dai 5511 del 2010 ai 4477 del 2018, un quinto in meno.

I dati sono quelli rielaborati da Nico Bazzoli, sociologo e assegnista di ricerca all’Università di Urbino: per le Marche 2,9 posti letto ogni mille abitanti. Le cifre diventano particolarmente importanti nel momento in cui si devono scongiurare scenari catastrofici.

Vale a dire: e se tutti i marchigiani si ammalassero insieme, reggerebbe il sistema? Sicuramente no, vale per questa regione, vale per tutta Italia. E’ proprio questo, nell’intenzione dell’ordinanza precauzionale firmata dal presidente Ceriscioli, il senso di sospendere le lezioni fino al 4 marzo, così come le attività pubbliche. Ovvero, diminuire le occasioni di contagio per non mandare in allerta il sistema e poter dare risposta ai malati.

A soffrire di più sarebbero, scrive Bazzoli, soprattutto le categorie più fragili. Nel dettaglio le zone con maggiore possibilità di ricovero sono Ancona, 3,9 posti letto ogni mille residenti, seguita da Fermo, 3,4.

“A destare particolare apprensione – si legge dallo studio – è l’offerta di posti letto in terapia intensiva. Seppur cresciuti a livello nazionale del 10 %, sono diminuiti nelle Marche: meno 1 per cento. Sono quei posti a cui dovrebbero far riferimento i malati di Coronavirus.

Più in generale, per Bazzoli un modo chiaro, per difendere e ripensare l’assistenza pubblica: “Il SSN dovrebbe (ri)cominciare ad essere trattato come un grande servizio alla collettività – si legge – indipendente dalle logiche economiche, perché è dal suo stato di salute e dalla sua capillarità che si determina anche la salute di tutti noi”.

Leave a Response