Coronavirus, dopo il caso di Rimini sale l’attenzione – VIDEO

Arriva la notizia della chiusura delle scuole (o meglio della sospensione delle attività didattiche) e del divieto di manifestazioni pubbliche fino al 4 marzo. Lo ha deciso in un’ordinanza il presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli.

Solo qualche ora prima il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, aveva escluso la chiusura delle scuole nelle zone al di fuori delle zone dei focolai.

Guarda l’intervento di Conte:

“Nelle zone che non sono focolaio del virus non si giustifica la chiusura delle attività scolastiche”, ha detto in conferenza stampa il premier Conte alla Protezione Civile sottolineando che l’Italia è stata divisa in 3 zone: quelle focolaio, dove valgono le misure restrittive varate, un secondo livello “che si estende alle aree circostanti che presentano episodi da contagio indiretto” e un terzo livello che riguarda il resto d’Italia. E qui “sicuramente non ha ragione di esistere la sospensione si attività scolastiche”. C’è da capire, in particolare, se e quali aree delle Marche possono essere considerate aree da “contagio indiretto”.

Il caso di Rimini: un uomo tornato dall’estero

Si tratta di un uomo di 71 anni residente a Cattolica. Il paziente, un ristoratore della Valconca con una sorella a Tavullia, si trova ricoverato nel reparto di malattie infettive dell’ospedale di Rimini ma non è in pericolo di vita. L’uomo lo scorso fine settimana era tornato in Italia da un viaggio in Romania. Accusava tosse e raffreddore e per questo ieri si è recato al pronto soccorso dell’ospedale di Cattolica. Vista la situazione, è stato trasportato all’Infermi di Rimini dove è stata accertata la positività al coronavirus. Secondo quanto si apprende, le sue condizioni sarebbero abbastanza buone.

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