Chiuse le indagini su appalti e subappalti delle Sae

ANCONA – Chiuse le indagini preliminari su appalti e subappalti per la realizzazione delle Sae, le casette per i terremotati, nelle Marche. Il bilancio è di 20 persone e 15 aziende indagate con l’ipotesi di abuso d’ufficio e truffa. In particolare la Procura di Ancona che ha coordinato le indagini della Guardia di Finanza dorica contesta che siano stati assegnati lavori milionari ad imprese che non avevano le certificazioni necessarie come quelle dell’iscrizione all’anagrafe antimafia e alla white list.

Sempre secondo la Procura per aggirare il problema sarebbe stato attestato falsamente che le imprese avevano le necessarie certificazioni, da qui le contestazioni, a vario titolo, di abuso d’ufficio e di truffa. Tra gli indagati ci sono il dirigente della Protezione civile regionale, David Piccinini, il presidente del Consorzio Arcale, Giorgio Gervasi, Stefano Stefoni responsabile unico del procedimento, Lucia Taffetani, direttore dell’esecuzione e i titolari di ditte che si sono occupati di eseguire le opere, tecnici, direttori dei lavori. Mentre verrà richiesta l’archiviazione per Maurizio Urbinati, dirigente Erap, in un primo momento coinvolto nell’inchiesta.

Tra le imprese invece figurano il Consorzio Arcale, la Intech, la Item di Napoli, la Tony Costruzioni di Afragola. Gli indagati avranno ora 20 giorni di tempo per presentare memorie o chiedere di essere interrogati e dare la loro versione dei fatti contestati.

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