Il dopo Emilia Romagna e Calabria: ora è tempo di decidere per le Marche – VIDEO

Passata la nottata che ha portato la vittoria del centro sinistra e quindi del confermato presidente dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini sulla candidata del centrodestra Lucia Borgonzoni, e il passaggio della Calabria al centrodestra, dove a vincere è la forzista Jole Santelli,ora è il momento di decidere  anche in vista delle regionali delle Marche a primavera.

ANCONA – Passata la nottata, raccontata in una diretta fiume dal gruppo E’tv, che ha portato la vittoria del centro sinistra e quindi del confermato presidente dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini sulla candidata del centrodestra Lucia Borgonzoni, e il passaggio della Calabria al centrodestra, dove a vincere è la forzista Jole Santelli, ora è il momento di decidere  anche in vista delle regionali delle Marche a primavera. Dove, il centrodestra o meglio Fratelli d’Italia, da settimane ormai ha schierato il deputato Francesco Acquaroli, tra strani silenzi di Lega e Forza Italia. Mentre il Partito Democratico e le forze di sinistra devono decidere se confermare il governatore uscente Luca Ceriscioli o proporre candidature alternative, tra cui quella della sindaca di Ancona Valeria Mancinelli che una parte del Pd sta promuovendo con entusiasmo, lasciandosi aperta la porta ad una alleanza con il Movimento Cinque Stelle che dalla tornata di Calabria ed Emilia Romagna esce con le ossa rotte. Per un largo fronte progressista ha già alzato la mano l’ex rettore della Politecnica Sauro Longhi. Con gli scenari aperti e a poco più di quattro mesi alla chiamata alle urne si prospetta decisiva la direzione Pd alla Palombella di Ancona di giovedì prossimo. Decidere e in fretta è il messaggio che arriva a margine della presentazione del congresso della Lega delle Autonomie Locali in programma il prossimo 7 febbraio a Grottammare. 

Le dichiarazioni a margine dell’incontro per presentare il congresso della Lega delle Autonomie Locali

Luca Ceriscioli:”Molto contento del risultato elettorale”. “Sono molto contento del risultato elettorale delle regionali di ieri. Il primo dato positivo riguarda la partecipazione, una profonda e importante reazione democratica. Alla arroganza dei toni e del linguaggio, al pericolo di una proposta politica di destra oltranzista, alla candidatura di una personalità scollegata dal territorio, si è contrapposta la mobilitazione di migliaia di persone che hanno deciso di andare a votare. Una grande partecipazione, vale la pena ricordare, che passa dal 34% al 67% degli aventi diritto: si tratta del 30 per cento circa in più rispetto alle precedenti elezioni regionali del novembre 2014. Ho lavorato con Stefano Bonaccini e mi congratulo con lui. Abbiamo condiviso molte delle scelte che posizionano le nostre regioni, sulle grandi questioni, dal lavoro, alla occupazione, alla qualità della vita, ai servizi, tra le prime in Italia. E’ un amministratore serio e capace, che proprio qualche giorno fa, veniva descritto come “poco empatico”, più propenso a “far parlare la realtà dei fatti che la propaganda”. Una linea che mi rispecchia e che condivido e nella quale ho creduto fin dall’inizio. La politica può riacquistare credibilità se alla ricerca dello slogan, contrappone risultati misurabili e un progetto concreto. L’unità del PD e la mobilitazione dalle Sardine, la capacità di raccontare il buon governo regionale, hanno permesso di vincere una battaglia assolutamente non scontata. Dalle elezioni europee, che hanno visto la stessa partecipazione, la Lega ha perso 7 punti. È la prima, vera, sconfitta politica di Salvini che anche in Calabria cala di quasi dieci punti rispetto alle Europee, ed è il terzo partito dopo Pd e Fratelli d’Italia.  Esprimo rammarico per il risultato in Calabria che ha ragioni diverse, e come dice il segretario Zingaretti “se il fronte del centrosinistra fosse stato unito il risultato sarebbe stato migliore”. La netta sconfitta del Movimento 5 Stelle, conferma la necessità che il nostro partito, anche come proposto del segretario nazionale, si metta in ascolto e possa recuperare quel consenso che in questi anni, anche per nostra responsabilità, si è disperso.Il tempo delle contrapposizioni, delle reciproche accuse e recriminazioni va superato: è tempo di mettersi in marcia, di camminare tutti insieme ed io sono in campo per dare continuità al governo della regione, alle tante cose fatte e per costruire le Marche del futuro”.

Battistoni (FI): “Ceriscioli sogna Bonaccini ma è come Oliviero. Farà stesso risultato”.Fossi Ceriscioli mi preoccuperei molto, e più che guardare al modello Bonaccini, osserverei il modello Oliviero, molto simile al suo. Il governo delle Marche può essere paragonato all’ultimo governo della Calabria: una debacle totale. Per quanto ci riguarda può iniziare a fare il countdown per il suo ultimo giorno da presidente. Così su twitter il commissario regionale di Forza Italia Marche, Francesco Battistoni.

Acquaroli (Fdi): “Siamo il partito che cresce di più”.“I cittadini calabresi, emiliani e romagnoli hanno premiato la coerenza e le proposte di Fratelli d’Italia. Siamo il partito che cresce di più nel centrodestra e oggi festeggiamo un risultato straordinario, che conferma la serietà del nostro progetto e la credibilità di una grande squadra guidata da Giorgia Meloni. È un ottimo segnale per le prossime sfide che abbiamo davanti e che ci vedranno in prima linea. A partire proprio dalle Marche, una terra meravigliosa e con enormi potenzialità, oppressa dal pessimo governo della sinistra e che ha bisogno di essere ricostruita e rilanciata. Noi siamo già al lavoro per raggiungere questo obiettivo”, dichiara Francesco Acquaroli, deputato di Fratelli d’Italia e candidato alla Presidenza della Regione Marche.

Maggi del M5S: “Proponiamoci come forza di governo”. “Si poteva intuire che in Emilia Romagna i cittadini, avvertito il pericolo di consegnare la regione alla destra, sarebbero andati a votare in tanti, così come tanti di quelli che avevano votato 5 Stelle avrebbero votato per Bonaccini, proprio per evitare che Salvini vincesse.Nelle Marche ci troviamo in una situazione simile per cui se il Movimento 5 Stelle non fa una scelta di campo e non si propone come forza di governo, diventa irrilevante nello scontro tra le due coalizioni. Se nella nostra regione, per imporre scelte di mantenimento di una egemonia di potere interno che nulla ha a che fare con la crescita del Movimento, si continua a dichiarare che la lista 5 Stelle dovrà presentarsi alle prossime regionali per fare opposizione a chi andrà a governare le Marche nei prossimi 5 anni, gli elettori avranno difficoltà a trovare ragioni per votarla. L’unico modo per ottenere il consenso dei marchigiani in un momento così difficile per la situazione economica, il lavoro, la salute, è proporre l’applicazione concreta dei nostri principi al governo di questa regione. I marchigiani sceglieranno coloro che avranno la possibilità di migliorare loro la vita, non chi si chiama fuori gridando mai col Pd mentre ci governa a Roma”, così il consigliere regionale Gianni Maggi che con i colleghi Giorgini e Pergolesi aveva promosso un primo contatto con il Pd, poi gelato da Luigi di Maio, ma prima che abbandonasse la guida politica del Movimento.


Linda Cittadini

Giornalista professionista dal 2009, lavora per E'tv Marche, il canale 12 del digitale terrestre occupandosi di tg e approfondimenti tra cui "Sibilla, le voci della ricostruzione", progetto editoriale dell'emittente che ogni mercoledì alle 21,30 racconta la nuova vita delle persone e dell'Appennino centrale, dopo il terremoto del 2016.

Leave a Response