Giornata della Memoria nelle Marche: Bartali e Perlasca, “I Giusti” venerdì a Servigliano per il “Festival Storie”, con le telecamere di èTV

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Bartali e Perlasca, “I Giusti”: venerdì a Servigliano per il “Festival Storie”, con le telecamere di èTV.

Venerdì 31 gennaio, in occasione della Giornata della Memoria, a Servigliano saranno in primo piano le storie di Gino Bartali e Giorgio Perlasca, i “Giusti” italiani più famosi al mondo: per la prima volta Gioia Bartali (nipote del Campionissimo) e Franco Perlasca (figlio dell’eroe veneto) insieme a raccontare le straordinarie vicende legate a Bartali e Perlasca. Serata condotta dal nostro Maurizio Socci (ndr) e arricchita dalle note della violinista Alice Di Monte.

I Giusti italiani più famosi nel mondo, Gino Bartali e Giorgio Perlasca, raccontati dalla nipote Gioia Bartali e dal figlio Franco Perlasca. Non hanno mai parlato insieme, da un palcoscenico, delle straordinarie vicende dei loro cari. Lo faranno, per la prima volta, in esclusiva per il Festival Storie, venerdì 31 gennaio a Servigliano in occasione della Giornata della Memoria. Evento di prestigio assoluto, organizzato con il patrocinio della Casa della Memoria. Serata condotta da Maurizio Socci, arricchita dalle note di Alice Di Monte (violino), Caterina Dionisi (pianoforte) e Manfredi Rotondi (violoncello).
Gino Bartali (1914-2000), ciclista su strada tra i più grandi della storia, vinse tre Giri d’Italia (1936, 1937, 1946) e due Tour de France (1938, 1948). Leggendaria la rivalità con Fausto Coppi. Negli anni della guerra, Bartali trasportò per diversi mesi da Assisi a Firenze, all’interno della canna della sua bicicletta, centinaia di documenti falsi per aiutare gli ebrei ad avere una nuova identità. Salvò la vita a 800 ebrei. Il suo nome dal 2013 figura nel Giardino dei Giusti a Gerusalemme.
Giorgio Perlasca (1910-1992), funzionario padovano, nell’inverno tra il 1944 e il 1945 a Budapest salvò dallo sterminio 5.200 ungheresi di religione ebraica, inventandosi un ruolo non suo, quello di Ambasciatore spagnolo, lui che non era né spagnolo né diplomatico. Tornato in Italia la sua straordinaria vicenda non la raccontò a nessuno, nemmeno in famiglia. Venne ‘ritrovato’ a fine degli anni ‘80 da alcune donne ebree ungheresi. Senza di loro la sua storia sarebbe andata perduta. Il suo nome dal 1989 figura nel Giardino dei Giusti a Gerusalemme.

Speciale Giorno della Memoria
Venerdì 31 Gennaio ore 21,15
Servigliano  Teatro Comunale
BARTALI E PERLASCA
“I GIUSTI”
con Gioia Bartali e Franco Perlasca
Alice Di Monte (violino)
Caterina Dionisi (pianoforte) 
Manfredi Rotondi (violoncello)
conduce Maurizio Socci

Festival Storie, le prossime date – Sabato 14 marzo, a Santa Vittoria in Matenano, altro momento toccante con Paola Giorgi protagonista della pièce “D la principessa Diana e la palpebra di Dio”: testo di Cesare Catà per la regia di Luigi Moretti. Opera dedicata a Lady D, la Principessa rimasta nel cuore di tutti. Venerdì 20 marzo, a Montappone, per la prima volta si racconta Gianni Schiuma, il popolarissimo dj, performer, creativo della costa adriatica. Una vita dedicata al vinile e alla movida, scandita dall’amore per la musica. Ma non solo: Gianni Schiuma parlerà della sua vita, del rogo del Ballarin datato 7 giugno 1981 (in cui rimase gravemente ustionato), delle sue esperienze da ragazzo durante gli anni Settanta e Ottanta. “Io, Gianni Schiuma: monologo di un vecchio dj” è il titolo dello spettacolo prodotto in esclusiva da Progetto Musical (replica sabato 21 marzo).
Domenica 29 marzo, nell’anniversario della morte, pomeriggio dedicato a Carlo Urbani, il medico di Castelplanio che per primo identificò e classificò la Sars (polmonite atipica), salvando centinaia di migliaia di vite. Urbani morì a Bangkok, vittima della Sars, il 29 marzo 2003: a Santa Vittoria in Matenano verrà ricordata la sua figura, con narrazioni di testimonianze e filmati curati dall’Aicu, dalla moglie Giuliana Chiorrini e dal figlio Tommaso Urbani; conduzione affidata a Vincenzo Varagona, regia di Diego Ciarloni.

Seguiranno i tre appuntamenti previsti a Montefalcone Appennino: “Totò, che padre” con Roberto Giordano e Federica Aiello (lunedì 13 aprile), “Marche-ting” con Piero Massimo Macchini (venerdì 8 maggio), “La serva padrona”, opera buffa in due atti di Giovan Battista Pergolesi, messa in scena dal Conservatorio di Fermo con la direzione di Maurizio Torelli (domenica 17 maggio). Prima nazionale anche per lo spettacolo “L’artigiano del teatro”, sabato 23 maggio a Servigliano, con Roberto Rossetti che racconterà la sua storia arricchita dalle oltre 500 repliche con i più grandi musical.

Chiusura in grande stile, giovedì 25 giugno a Servigliano (chiostro di Santa Maria del Piano), con Federico Buffa, il narratore per eccellenza, il più grande storyteller italiano celebre per i suoi documentati racconti dei grandi personaggi dello sport e non solo trasmessi da Sky. A Servigliano, in chiusura del Festival Storie, Buffa racconterà Gaetano Scirea, l’indimenticato capitano della Juventus e leader della Nazionale italiana campione del Mondo in Spagna vittima 30 anni fa di un tragico incidente stradale in Polonia.

Si ringrazia per il coordinamento il collega giornalista Fabio Paci.

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