Post sisma: la rabbia dei sindaci, macerie ferme, il commissario “scaduto” e il pasticcio Irpef – VIDEO

“Non vogliamo più essere vittime di burocrati e per sbloccare davvero una situazione insostenibile occorre un’interlocuzione che valorizzi il contributo finora spesso non ascoltato che viene dai sindaci”. Parlano ad una voce sola, quella del coordinatore nazionale Maurizio Mangialardi, Presidente di Anci Marche, i sindaci del cratere delle 4 regioni terremotate Marche, Abruzzo, Umbria e Lazio che si sono dati appuntamento a Roma. Circa 70 i sindaci marchigiani

ROMA – “Non vogliamo più essere vittime di burocrati e per sbloccare davvero una situazione insostenibile occorre un’interlocuzione che valorizzi il contributo finora spesso non ascoltato che viene dai sindaci”. Parlano ad una voce sola, quella del coordinatore nazionale Maurizio Mangialardi, Presidente di Anci Marche, i sindaci del cratere delle 4 regioni terremotate Marche, Abruzzo, Umbria e Lazio che si sono dati appuntamento a Roma. Circa 70 i sindaci marchigiani e alcuni assenti hanno giustificato la mancata presenza, per una “assemblea molto importante e significativa che conferma l’unità dei sindaci del cratere”. Nell’incontro alla presenza del vice ministro On. Vito Crimi e con la partecipazione anche del Presidente dell’Anci Decaro e del Consiglio Nazionale dell’Anci Enzo Bianco, il confronto è stato franco con momenti di inevitabile tensione, fa sapere l’Anci.

Quelli che non hanno partecipato pronti a consegnare la fascia. I sindaci dei Comuni di Caldarola, Castelsantangelo sul Nera, Monte Cavallo, Muccia, Serravalle di Chienti e Valfornace hanno ritenuto la riunione “tardiva, insignificante e dal tono pre-elettorale”. E annunciano iniziative di protesta “forti”, come la riconsegna delle fasce tricolori al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, se “non si registrerà una significativa e tempestiva inversione normativa”. Fanno sapere i sindaci “Anci nazionale e regionale, le Regioni e alcuni sindaci sono stati ascoltati dalle Commissioni parlamentari di Camera e Senato prima delle trasformazioni in legge dei decreti e fiumi di inchiostro in testi di revisioni elaborati dalla stessa Anci, dalle Regioni e dai sindaci sono rimasti totalmente inascoltati”. E aggiungono che “le popolazioni terremotate si sentono completamente dimenticate e offese per le promesse ricevute che sono rimaste totalmente disattese anche dopo la visita del presidente del Consiglio a Castelsantangelo sul Nera“.

Il nodo della busta paga pesante. L’ultima proroga è arrivata: scatta la restituzione dell’Irpef sospesa della cosiddetta busta paga pesante per i lavoratori dipendenti e i pensionati del sisma del 2016 con lo sconto del 60%. In pratica su uno stipendio lordo di 1500 euro, la quota da restituire, fino a 120 rate, è di 2000 euro con uno sconto di 3000. Ma lungo e tortuoso è stato il percorso in quattro anni, cinque interventi normativi e sei proroghe. Un altro nodo riguarda riguarda gli immobili inagibili che non vengono esentati e quindi fanno cumulo nel modello Isee e intanto monta la rabbia per chi, nel 2017,  non aveva chiesto di aderire alla busta paga pesante perché di fatto nessuna norma prevede la retroattività.

Il pasticcio delle partite Iva. Altro pasticcio sulle partite Iva: l’Inps chiede indietro il 100% dei contributi previdenziali per cui il deputato di Fdi  Francesco Acquaroli, tra l’altro candidato alla presidenza della regione Marche, parla di ennesima beffa e annuncia un’interrogazione parlamentare. 

Linda Cittadini

Giornalista professionista dal 2009, lavora per E'tv Marche, il canale 12 del digitale terrestre occupandosi di tg e approfondimenti tra cui "Sibilla, le voci della ricostruzione", progetto editoriale dell'emittente che ogni mercoledì alle 21,30 racconta la nuova vita delle persone e dell'Appennino centrale, dopo il terremoto del 2016.

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