Sanità. La determina della discordia. Ceriscioli: “ci atteniamo alle linee nazionali” – VIDEO

ANCONA – La determina della discordia, la 742 del 31 dicembre 2019, riorganizza l’assetto dell’Asur. Delle strutture, complesse, semplici e semplici dipartimentali, che per alcuni sindaci delle Aree Montane significa depauperamento dell’offerta sanitaria dei propri ospedali, come San Severino, Camerino o Fabriano.

Ma anche riorganizzazione del personale, che il sindacato dei medici infermieri Anaao-Assomed, quantifica in un taglio di circa “130 incarichi di struttura”. Aria tesa sulla sanità marchigiana, ma la Regione ribatte: “un percorso giunto all’atto finale per rispettare normative nazionali”.

Burocratizzazione crescente delle attività mediche e ritardi nel pagamento degli emolumenti, sono altre criticità per le quali i sindacati sono pronti a dichiarare lo stato di agitazione perché responsabili di favorire la fuga dei medici verso le strutture private accreditate più attrattive e remunerative. Come a dire: sanità pubblica più povera.

In una riunione strarodinaria della giunta la Regione ha riconfermato i cinque direttori delle altrettante aree vaste Asur delle Marche: Romeo Magnoni (Area Vasta 1), Giovanni Guidi (Area Vasta 2), Alessandro Maccioni (Area Vasta 3), Licio Livini (Area vasta 4), Cesare Milani (Area Vasta 5).

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