Post sisma, Falcucci: “Noi sindaci come Don Chisciotte. Chi deve decidere sul commissario faccia in fretta”

“Chi è deputato a scegliere lo faccia in fretta sul commissario al terremoto del 2016, significa guadagnare tempo. Sulla persona nulla da dire, sull’operato di Farabollini gli esiti sono sotto gli occhi di tutti. Tutto è il professor Farabollini tranne che commissario straordinario perché non ha poteri straordinari come accade a Genova o in Veneto. Non è questione di uomini se non hai poteri di agire su un terremoto diffuso su quattro regioni”, dice il sindaco di Castelsantangelo sul Nera, uno dei comuni devastati dal terremoto del 2016 sulla scadenza a fine anno  del mandato del geologo marchigiano Piero Farabollini, ancora commissario per circa un mese, in virtù della proroga di 45 giorni.

ANCONA – “Chi è deputato a scegliere lo faccia in fretta sul commissario al terremoto del 2016, significa guadagnare tempo. Sulla persona nulla da dire, sull’operato di Farabollini gli esiti sono sotto gli occhi di tutti. Tutto è il professor Farabollini tranne che commissario straordinario perché non ha poteri straordinari come accade a Genova o in Veneto. Non è questione di uomini se non hai poteri di agire su un terremoto diffuso su quattro regioni”, dice Mauro Falcucci il sindaco di Castelsantangelo sul Nera, uno dei comuni devastati dal terremoto del 2016 sulla scadenza a fine anno  del mandato del geologo marchigiano Piero Farabollini, ancora commissario per circa un mese, in virtù della proroga di 45 giorni. E’ una delle questioni di cui si parlerà mercoledì 15 gennaio a Roma, nell’incontro organizzato dall’Anci Marche.

“Noi sindaci come Don Chisciotte, siamo stanchi”. “L’appuntamento di mercoledì a Roma sarà l’ennesima sintesi dei punti, ormai è noto a tutti quello che non funziona. Se non troviamo l’interlocutore giusto, non quello delle promesse, ma quello dei fatti, ho paura che possiamo riunirci quanto ci pare ma senza concretizzare nulla”, dice perentorio Falcucci. “Ormai noi sindaci del sisma siamo come Don Chisciotte, ma ci siamo stancati. Nostro malgrado, mettendoci la faccia ma senza riuscire a dare le risposte ai cittadini che sono le stesse che chiediamo ad altri da tempo. Servono risposte per il futuro, applicando terapie diverse ad altrettanti diversi malati (ndr. i comuni del sisma) e risposte serie a tutti i terremotati. Noi dobbiamo fare i trapianti, altrimenti siamo qui a perdere tempo”, dice Falcucci, primo cittadino di un comune raso al suolo, con le frazioni ancora in zona rossa e con il triste record delle macerie nella provincia di Macerata, la più colpita in tutto il “cratere” del Centro Italia.

La raccolta delle macerie in stand by per il vuoto normativo. “Avevamo stimato all’inzio 100 mila tonnellate di macerie nel nostro comune, ma forse le supereremo. Ne abbiamo raccolte 64 mila tonnellate”. La raccolta in questa fase, però, si è nuovamente fermata per un vuoto normativo sulla questione dei siti temporanei. “Non aver inserito la proroga né dentro la legge sul sisma, né sul Milleproroghe è di una gravità inaudita, dice Falcucci, qualcuno deputato a questi aspetti tecnici si è dimenticato di avvertire l’autorità politica che poi doveva fare il decreto oppure è stata questa la scelta politica, nonostante la sollecitazione dei tecnici. Non voglio credere che sia così, ma che si tratti di una disattenzione, ma imperdonabile”.

Azioni forti, Falcucci lancia “Resto in montagna”. Rilancia lo slogan “Resto in montagna”, Falcucci. Che per certi versi ricorda, almeno nello slogan, la misura “Resto al sud” inserita nell’ultima legge sul sisma che estende i benefici previsti per il mezzogiorno anche ai comuni del cratere sismico del 2016. “Resto in montagna” sarebbe un’altra cosa. “Penso ai pensionati che vanno in Portogallo o in Tunisia dove hai la pensione senza Irpef. Così potremmo ripopolare la montagna, ma rinforzando i servizi-sociosanitari imprescindibili. E incentivando le giovani coppie incentivando anni “X”, dieci, venti anni, l’insediamento. In tutta la montagna appenninica, dal Piemonte alla Sicilia, territori a spopolamento, colpiti come noi da disastri, terremoti, dissesti idrogeologici”, conclude Falcucci.

Il presidente di Anci Marche, “Non è il momento di dividersi”. I Sindaci del cratere delle 4 regioni terremotate Marche, Abruzzo, Umbria e Lazio si sono dati appuntamento per mercoledì 15 gennaio dalle ore 10.00 nella sala convegni del Pio Sodalizio dei Piceni a Roma. Alla riunione parteciperanno i presidenti delle 4 Anci regionali e sarà presieduta da Maurizio Mangialardi, coordinatore nazionale dei Presidenti delle Anci regionali. “Se abbiamo un decreto terremoto dedicato al sisma del Centro Italia lo dobbiamo all’azione dell’Anci” – dice Mangialardi. “Lo consideriamo un punto di partenza anche se ridimensionato rispetto alle nostre aspettative e giuste rivendicazioni. Continuiamo a lavorarci contando di poter incidere con i decreti attuativi”.Nell’assemblea alla quale oltre a Mangialardi, Presidente di Anci Marche, interverranno Gianguido D’Alberto, Presidente di ANCI Abruzzo, Riccardo Variane, Presidente di ANCI Lazio e Francesco De Rebotti, Presidente di ANCI Umbria si cercherà una sintesi per proseguire il confronto col governo.“L’incontro – ricorda Mangialardi – parte dal presupposto che il dialogo col Governo è aperto, ed è l’aspetto più positivo, anche se resta viva la necessità che tutti i parlamentari delle 4 regioni terremotate nell’interesse dei cittadini colpiti e indipendentemente dall’appartenenza politica, facciano pressione nell’interesse delle proprie comunità”. Tra i nodi al centro dell’Assemblea c’è la questione del Commissario oggi in regime di prorogatio. “Occorre individuare una figura che oltre alla competenza tecnica abbia una visione politica ed amministrativa per far sì che le norme previste nella legge dedicata al sisma del Centro Italia abbiano i giusti decreti attuativi” – chiarisce il Presidente di Anci Marche.“Non è il momento di dividersi – conclude Mangialardi – e se gli animi sono esasperati le menti devono restare lucide perché le manifestazioni eclatanti il giorno dopo sono già dimenticate. Occorre il lavoro della politica, dell’Anci, nell’interesse delle nostre comunità”.

 

Linda Cittadini

Giornalista professionista dal 2009, lavora per E'tv Marche, il canale 12 del digitale terrestre occupandosi di tg e approfondimenti tra cui "Sibilla, le voci della ricostruzione", progetto editoriale dell'emittente che ogni mercoledì alle 21,30 racconta la nuova vita delle persone e dell'Appennino centrale, dopo il terremoto del 2016.

Leave a Response