Inchiesta in comune ad Ancona, l’imprenditore:”Costretto per non far fallire l’azienda”

Costretto a cedere alle richieste del geometra del comune sulla realizzazione dei giardini del Passetto. Si difende così l’imprenditore di Cingoli Tarcisio Molini, finito agli arresti domiciliari il 7 novembre scorso nell’inchiesta “Ghost Jobs” su presunti appalti pilotati a Palazzo del Popolo

ANCONA – Costretto a cedere alle richieste del geometra del comune sulla realizzazione dei giardini del Passetto. Si difende così l’imprenditore di Cingoli Tarcisio Molini, finito agli arresti domiciliari il 7 novembre scorso nell’inchiesta “Ghost Jobs” su presunti appalti pilotati a Palazzo del Popolo, ad Ancona. Molini respinge le accuse di corruzione e dice di essere stato costretto a cedere alle richieste del geometra comunale Simone Bonci, tra cui quella della costruzione di un bagno a casa dello stesso per lavori dal valore di 26 mila euro.

Il Comune, fa sapere l’imprenditore tramite il suo legale Tommaso Rossi, aveva cambiato il progetto dei nuovi giardini nel rione Adriatico con aumento di costi: il suo timore era che il geometra, unico a conoscere il reale valore dei lavori svolti, lo ostacolasse alla liquidazione degli interventi fatti in zona del Passetto, con il rischio reale di fallimento della società Mafalda Costruzioni

Linda Cittadini

Giornalista professionista dal 2009, lavora per E'tv Marche, il canale 12 del digitale terrestre occupandosi di tg e approfondimenti tra cui "Sibilla, le voci della ricostruzione", progetto editoriale dell'emittente che ogni mercoledì alle 21,30 racconta la nuova vita delle persone e dell'Appennino centrale, dopo il terremoto del 2016.

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