Ancona Respect: dal cartello contro Salvini alle minacce e “inviti ad essere stuprate, violentate, uccise”

Polemiche e minacce dopo il caso scoppiato ad Ancona: nel mirino un cartello immortalato nella foto di fine partita “Diamo un calcio a Salvini” della società polisportiva antirazzista Ancona Respect. La foto è stata rilanciata sulle pagine social nazionali del partito della Lega con un’esplosione di commenti anche molto pesanti, come scrive la società sportiva: “Inviti ad essere stuprate, violentate, uccise”

ANCONA – Polemiche e minacce dopo il caso scoppiato ad Ancona: nel mirino un cartello immortalato nella foto di fine partita “Diamo un calcio a Salvini” della società polisportiva antirazzista Ancona Respect. La foto è stata rilanciata sulle pagine social nazionali del partito della Lega con successiva esplosione di commenti.

Il senatore leghista Arrigoni fa sapere “La sinistra ci ha ormai abituato a ogni genere di insulto, ma il fatto che ad Ancona certi violenti radicalizzati e odiatori di professione siano riusciti in un colpo solo a strumentalizzare il Natale, lo sport e delle ragazzine di 12 anni, è francamente sconcertante e abbassa la soglia del grottesco”.

Risponde la società sportiva spiegando che “Non era una partita giovanile. Non era una partita di beneficenza. Nessuno ha strumentalizzato nessuno. Era una partita interna alla nostra società, tra tutte persone ben consapevoli del nostro impegno sociale e politico ancor prima che sportivo. Impegno politico che abbiamo deciso di manifestare prima del calcio d’inizio, quando ci siamo fotografati con uno striscione con su scritto “Diamo un calcio a Salvini” per protestare contro la presenza del leader della Lega in città. Diamo un calcio a Salvini. All’interno della cornice di una partita di pallone. Un atto politico, sicuramente sì. Ma vederci un incitamento alla violenza è davvero un esercizio da equilibristi. Quello che è il vero incitamento alla violenza risiede nelle centinaia di messaggi che abbiamo ricevuto nelle ultime 48 ore dopo che la pagina Facebook nazionale della Lega ha condiviso, decontestualizzando e strumentalizzando, la nostra foto col suddetto striscione: inviti ad essere stuprate, violentate, uccise”. 

Linda Cittadini

Giornalista professionista dal 2009, lavora per E'tv Marche, il canale 12 del digitale terrestre occupandosi di tg e approfondimenti tra cui "Sibilla, le voci della ricostruzione", progetto editoriale dell'emittente che ogni mercoledì alle 21,30 racconta la nuova vita delle persone e dell'Appennino centrale, dopo il terremoto del 2016.

Leave a Response