“Io nei panni di Arlecchino” nel Pinocchio di Garrone – VIDEO

“Sono stato chiamato perché il mio nome stava girando per altri progetti. Fatto il provino, è nato l’amore con Garrone”, così l’incontro di Claudio Gaetani, civitanovese, docente di cinema in scuole e università e critico cinematografico con il regista di “Gomorra”, “Tale of tales”, “Dogman”, si trova nei panni di Arlecchino, uno dei burattini di Mangiafuoco, nel fantastico ma realissimo “Pinocchio” di Matteo Garrone, uscito nelle sale cinematografiche lo scorso 19 dicembre.

La scena con Mangiafuoco (Gigi Proietti) e i burattini

ANCONA – “Sono stato chiamato perché il mio nome stava girando per altri progetti. Fatto il provino, è nato l’amore con Garrone”, così l’incontro di Claudio Gaetani, civitanovese, docente di cinema in scuole e università e critico cinematografico con il regista di “Gomorra”, “Tale of tales”, “Dogman”, si trova nei panni di Arlecchino, uno dei burattini di Mangiafuoco, nel fantastico ma realissimo “Pinocchio” di Matteo Garrone, uscito nelle sale cinematografiche lo scorso 19 dicembre.

L’intervista con Claudio Gaetani che racconta la sua esperienza di attore come Arlecchino nel Pinocchio di Matteo Garrone

Il film riflette il recupero filologico attento del racconto per ragazzi di fine ‘800 di Carlo Collodi, di quel viaggio evolutivo del pezzo di legno che sogna di diventare bambino e quindi un uomo, inciampando in errori e desideri. Garrone porta in scena un misurato Roberto Benigni che lo stesso Fellini definì “un personaggio collodiano” ma lo rende padre, il babbo Geppetto. Massimo Ceccherini e Rocco Papaleo sono il duo più noto, il gatto e la volpe. “Pinocchio” è diventato un simbolo dell’italianità nel mondo ma anche dell’artigianato che si riflette anche nella scelta stilistica di Garrone. Pochi effetti speciali, ma grande lavoro nelle maschere e nelle fotografia. E’ così che nasce anche l’Arlecchino interpretato dall’uomo di cinema Gaetani che racconta la sua esperienza di attore, indossando la maschera prostetica (tre ore e mezzo per metterle e più di una per toglierla) a cura del doppio premio Oscar britannico Mark Coulier e dello scultore fanese Andrea Eusebi.

Linda Cittadini

Giornalista professionista dal 2009, lavora per E'tv Marche, il canale 12 del digitale terrestre occupandosi di tg e approfondimenti tra cui "Sibilla, le voci della ricostruzione", progetto editoriale dell'emittente che ogni mercoledì alle 21,30 racconta la nuova vita delle persone e dell'Appennino centrale, dopo il terremoto del 2016.

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