“Ancona non si lega”: le proteste contro il comizio di Natale di Salvini – VIDEO

Fuori dalla blindata piazza del Plebiscito per il comizio del leader della Lega Matteo Salvini, scatta la contestazione con due gruppi diversi. Da un lato i fumogeni e lo striscione dei “babbi natale” che tentano, in un corteo composto da un centinaio di persone di gruppi di sinistra e centri sociali,  di recapitare il carbone a Salvini, passando per le vie di accesso laterali, presidiate da polizia e carabinieri, dall’altro le sardine, poche decine, che si raccolgono davanti alla fontana del Calamo per leggere la Costituzione.

Le immagini e le voci delle “contromanifestazioni” in occasione del comizio di Salvini ad Ancona

ANCONA – Fuori dalla blindata piazza del Plebiscito per il comizio del leader della Lega Matteo Salvini, scatta la contestazione con due gruppi diversi. Da un lato i fumogeni e lo striscione dei “babbi natale” che tentano, in un corteo composto da un centinaio di persone di gruppi di sinistra e centri sociali,  di recapitare il carbone a Salvini, passando per le vie di accesso laterali, presidiate da polizia e carabinieri, dall’altro le “Sardine”, poche decine, che si raccolgono davanti alla fontana del Calamo per leggere la Costituzione. Ognuno raggiunge il capannello con un libro in mano.

La manifestazione delle “Sardine”

Il corteo dei contestatori di Salvini, organizzato con un tam tam in rete, con lo striscione “Ancona non si lega” si ferma a distanza dal varco della celere in via Matteotti e su corso Garibaldi dove dal sacco nero sono stati tirati fuori i pacchi per il leader della Lega. Viene dato fuoco ad un mucchietto di paglia, ma non vengono segnalati problemi.  Il corteo si è poi sciolto spontaneamente senza incidenti. 


Linda Cittadini

Giornalista professionista dal 2009, lavora per E'tv Marche, il canale 12 del digitale terrestre occupandosi di tg e approfondimenti tra cui "Sibilla, le voci della ricostruzione", progetto editoriale dell'emittente che ogni mercoledì alle 21,30 racconta la nuova vita delle persone e dell'Appennino centrale, dopo il terremoto del 2016.

Leave a Response