Post sisma, l’affresco che attende da tre anni nella chiesa di San Silvestro di Arquata del Tronto

A tre anni dal terremoto ora possono iniziare i lavori di restauro della Chiesa di San Silvestro. Lunedì 9 dicembre c’è stato il passaggio ufficiale della consegna dei lavori di messa in sicurezza da parte del direttore dei Lavori e progettista, l’architetto Dario Nanni a Francesco Gaspari, titolare dell’impresa Gaspari Gabriele srl che si è aggiudicata la gara d’appalto. Il primo passo sarà il puntellamento della facciata che presenta condizioni di dissesto gravissime.

L’interno della Chiesa con l’affresco danneggiato. E abbandonato per tre anni

ARQUATA DEL TRONTO – Sembra voler spiccare il volo tra le montagne la Chiesa di San Silvestro, aggrappata sullo sperone a quasi 1000 metri di quota, a Colle di Arquata del Tronto. Quella base coraggiosa, forte della pasta rocciosa, su cui venne costruita, ha in parte risparmiato l’ossatura dell’edificio, cuore di preghiere e speranze, dai colpi senza pietà delle scosse di terremoto del 2016. Profonde sono le ferite di San Silvestro, specie per gli affreschi risalenti al 1500 che si trovano all’interno. Alcuni sono attribuiti a Dionisio Cappelli, pittore nato ad Amatrice nel 1450 e probabile maestro di Nicola Filotesio detto Cola d’Amatrice. Tesori abbandonati, tesori da salvare. Anche la sezione ascolana di Italia Nostra già a novembre del 2017 lanciava l’allarme “Salviamo il salvabile” riferendosi a ciò che era rimasto in piedi nonostante le scosse e la neve dell’inverno. Una chiesa, quella di San Silvestro, alla quale in molti sono affezionati: anni addietro venne restaurata e in parte contribuirono anche i paesani di Colle.  

La chiesa di San Silvestro a Colle di Arquata del Tronto

La storia della chiesa che anche la Russia voleva adottare. Nella chiesa compare anche un’effige di Santa Caterina. Un dettaglio, visto il legame della santa, in questo caso di Alessandria, con la chiesa ortodossa, che aprì, in certo momento, l’ipotesi che fosse addirittura la Russia ad adottare il luogo di culto, come si fece ad esempio per il sisma aquilano del 2009. Ci fu un carteggio tra il comune di Arquata e il consolato russo. Ma in base ad accordi bilaterali, in ultima istanza, a dare il via all’operazione spettava al governo, uno dei quattro che si sono succeduti in tre anni di sisma nel Centro Italia. Quell’ipotesi rimase però un pugno di parole in uno scambio di missive.

L’affresco a brandelli

Chiese, la lista infinita di quelle chiuse. Nella diocesi di Ascoli sono state lesionate dal sisma di tre anni fa circa 200 chiese, di cui il 10% con danni gravi. In un anno e mezzo, dichiarava a ridosso del terzo 24 agosto Mons D’Ercole, vescovo di Ascoli Piceno, sono state riaperte 34 chiese e poi tutto si è fermato. Fino all’ordinanza numero 84 del commissario straordinario per la ricostruzione del 10 luglio 2019, in cui compariva, tra più di 600 chiese, anche quella di San Silvestro.  

Partono i lavori. A tre anni dal terremoto ora possono iniziare i lavori di restauro della Chiesa di San Silvestro: lunedì 9 dicembre c’è stato il passaggio ufficiale della consegna dei lavori di messa in sicurezza da parte del direttore dei Lavori e progettista, l’ architetto Dario Nanni a Francesco Gaspari, titolare dell’impresa Gaspari Gabriele srl che si è aggiudicata la gara d’appalto. Il primo passo sarà il puntellamento della facciata che presenta condizioni di dissesto gravissime. Contestualmente c’è stato il coinvolgimento di Pieriluigio Moriconi della Soprintendenza regionale per i primi interventi di salvaguardia e recupero dei preziosi affreschi. Malgrado l’impegno della popolazione di Colle, particolarmente devota a questa struttura religiosa, che ha fortemente sollecitato l’intervento di recupero, sono dovuti passare oltre tre anni prima di poter dare inizio ai lavori. I danni sono rilevanti ed il ritardo ha aggravato la già precaria situazione.

Linda Cittadini

Giornalista professionista dal 2009, lavora per E'tv Marche, il canale 12 del digitale terrestre occupandosi di tg e approfondimenti tra cui "Sibilla, le voci della ricostruzione", progetto editoriale dell'emittente che ogni mercoledì alle 21,30 racconta la nuova vita delle persone e dell'Appennino centrale, dopo il terremoto del 2016.

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